Con i Lions alla Selva di Castelfidardo

2' di lettura 31/05/2017 - Quella del 27 maggio, è stata per il Club Lions di Osimo un’esperienza ricca di emozioni visive e olfattive e un risveglio di conoscenze storiche, forse assopite dal tempo. Ad accogliere il gruppo,guidato dal Presidente Sandro Giuliodori,è stato Eugenio Paoloni Presidente della Fondazione Duca Roberto Ferretti di Castelferretto che, dal 2001 è riconosciuta come Centro di Educazione Ambientale regionale e dal 2010 è autorizzata come centro di aggregazione giovanile.

Nell’aia di una storica casa colonica marchigiana,protetta dall’Associazione Italia Nostra, gli intervenuti hanno potuto ascoltare dal Paoloni, gli eventi salienti che hanno portato la Selva e l’area circostante ad essere teatro dello scontro tra Piemontesi e Pontifici il 18 settembre del 1860. Ed è proprio in quello scontro che la Selva giocò un ruolo determinante per l’esito finale . Infatti fu la sua fitta vegetazione che impedì ai Pontifici di valutare il numero reale dei bersaglieri sardopiemontesi,lì dislocati dal generale Cialdini, che riuscirono così a fronteggiare l’attacco del generale di Pimodan e a vincere.

Dopo tanta erudizione, è venuto il momento di entrare nella famosa Selva,luogo preistorico,affascinante e suggestivo, riconosciuto come “unicum” botanico a livello europeo. Guidati da Ettore Drenaggi, giovane del Servizio Civile, la comitiva si è inerpicata per un sentiero coperto di foglie, incontrando tra le varie specie vegetali: carpini, querce, aceri ,sorbi e alloro, mentre in primavera e in autunno,si possono ammirare le fioriture di ciclamini,orchidee e pervinche .

Non è mancata la curiosità davanti a delle cavità di tronchi che raccologono acqua piovana che,Ettore, ha definito come “acquasantiere” Terza meta, è stata la visita alla Villa Ferretti,già casino di Caccia della famiglia Sciava,costruito nella seconda metà del Settecento. Situata sulla collina della Selva la villa ,patrimonio della Fondazione Ferretti, oltre alle sue caratteristiche architettoniche, è circondata da un ampio bosco ricco di piante secolari che non le impediscono però di scorgere il mare.

Proprio qui avvenne la battaglia di Castelfidardo e qui morì il generale De Pimodan.Non poteva mancare la visita, all’interno, alla collezione del Duca Ferretti che ha riunito in tre stanze,opere legate alla storia della sua famiglia e all’arte delle Marche. La giornata si è conclusa felicemente,con una cena sull’aia a base di prodotti naturali,conditi con l’olio dell’oliveto biologico e delle verdure qui coltivate,nel rispetto di una pratica agricola che tutela il paesaggio






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2017 alle 16:26 sul giornale del 01 giugno 2017 - 607 letture

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