M5S: "sulle scuole emerge verità scomoda per il comune"

3' di lettura 07/03/2017 - Grazie al Movimento 5 Stelle che il 6 marzo 2017 ha richiesto la convocazione della V° commissione consiliare "Scuola, cultura, sport e tempo libero" siamo finalmente riusciti a portare un po' di trasparenza sui rapporti tra l'amministrazione comunale e i tre istituti scolastici comprensivi osimani, attraverso l'audizione dei tre dirigenti scolastici Mangani, Monticelli-Cuggiò e Radicioni.

All'incontro convocato dal Presidente Carlo Catena, erano presenti anche il Sindaco e ovviamente l'assessore alla scuola Annalisa Pagliarecci. I tre dirigenti si sono presentati compatti in commissione con la D.ssa Lidia Mangani della F.lli Trillini a fare da portavoce anche per gli altri due, esponendo problemi “cronici” con l'amministrazione comunale.

Secondo i tre dirigenti (non smentiti né dal Sindaco, né dall'assessore), è dal lontano 1998, (quindi continuativamente durante le amministrazioni Niccoli, Latini I e II, Simoncini e Pugnaloni) che il Comune di Osimo opera in maniera difforme alla legge. Le cifre sono importanti: per la F.lli Trillini ad esempio nel 2015 le spese di funzionamento e telefoniche effettivamente sostenute sono state pari a circa 22.000 euro a fronte di un contributo comunale complessivo di appena 11.000, (quando il Testo Unico della scuola, il D. Lgs. 297/1994, afferma chiaramente che le spese telefoniche e le spese di funzionamento sono a carico del Comune).

Le scuole hanno chiesto quindi di rimediare nel seguente modo: 1) rimborso delle spese telefoniche almeno per l'anno scolastico 2015/2016; 2) intestazione al Comune di tutte le utenze telefoniche a partire dal 1 gennaio 2017; 3) sottoscrizione di una convenzione col Comune in cui stilare e decidere il contributo sulla base di un rendicontazione delle spese di funzionamento effettivamente sostenute.

Se si aggiunge che i residui attivi, (cioè i crediti delle scuole verso lo Stato che non vengono saldati dal Ministero a causa dei tagli lineari), si sono accumulati nel corso degli anni fino ad arrivare a circa 200.000 euro per ciascuno dei tre istituti che ora sono costretti a radiare tali crediti in quanto molto probabilmente inesigibili, ci si domanda: ma come hanno fatto ad andare avanti per tutto questo tempo?

La risposta la conoscono bene le famiglie osimane: col contributo volontario dei genitori. Senza il senso di responsabilità delle famiglie che sono costrette a corrispondere un contributo “volontario” di fatto obbligatorio, la scuola da sola non ce la farebbe.

E questo la dice lunga sullo stato dell'istruzione nel nostro Paese e sulla considerazione che ha il Governo nei confronti del sistema scolastico pubblico e dei giovani! Infine sulla famosa somma dei 15.000 euro alla Caio Giulio Cesare sembra che sia pace fatta tra i tre Istituti.

E' stato appurato che si è trattato di un contributo discrezionale all'offerta formativa da parte del Comune e dunque, contrariamente a quanto diffuso dall'amministrazione comunale, non era affatto una somma che il Comune doveva restituire alla Giulio Cesare.

Il Sindaco e l'assessore hanno dovuto smentirsi e ammettere che si era trattato di una scelta discrezionale della Giunta. Per questo hanno promesso che nel 2017 e nel 2018 un analogo contributo sarà destinato anche alla F.lli Trillini e alla Bruno da Osimo, mentre per le spese di funzionamento e telefoniche, proveranno ad andare incontro alle richieste dei tre istituti così come formulate.

Noi ci sentiamo di rassicurare Sindaco e assessore facendo loro presente che, coi soldi della vendita di Astea Energia, ce la faranno sicuramente. Quindi, come dice il proverbio: tutto e bene quel che finisce bene... Senz'altro, ma non possiamo non rilevare la solita bugia dell'amministrazione Pugnaloni: tanta confusione e poca trasparenza, col maldestro tentativo di fare sempre “come glie pare” e di darla a bere ai cittadini.

Ed è un dato di fatto che se il Movimento 5 Stelle non avesse vigilato sulla vicenda facendo convocare i tre dirigenti in commissione, probabilmente la storia non avrebbe avuto il lieto fine che vi abbiamo raccontato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-03-2017 alle 16:04 sul giornale del 08 marzo 2017 - 675 letture

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