Partito Possibile: "La cosiddetta riforma della Sanità Regionale rischia di far scomparire l’Ospedale di Osimo"

Ospedale di Osimo 3' di lettura 30/01/2017 - La Regione Marche è da anni impegnata in quella che autodefinisce Riforma Sanitaria, impegno confermato anche dall’attuale Presidente nonché Assessore alla Sanità Ceriscioli. Non si può qui entrare nel merito della complessa vicenda della riduzione dei posti letto e del loro adeguamento agli standard europei, riduzione che avrebbe dovuto invece, di contro, aumentare l’offerta dell’assistenza Domiciliare Integrata e delle Strutture per non-autosufficienti cosa mai avvenuta per i tagli dei finanziamenti operati dal S.S.N.

Corre l’obbligo però, a questo punto, di valutare il lavoro fin qui fatto, non tanto e non solo per gli effetti sugli Operatori ma soprattutto rispetto alle conseguenze che esso ha avuto sui Cittadini, sulla loro possibilità di ricevere cure adeguate nelle Strutture Pubbliche e di vedere applicati quei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) che il Ministro della Sanità sbandiera in ogni occasione. Ebbene su tutto questo non ci siamo, le liste di attesa aumentano, la mobilità passiva verso altre strutture fuori Regione, pure.

Quello che appare ancora più grave, a nostro giudizio, è quanto accade nei singoli territori ed in particolare in Area Vasta 2 corrispondente alla Provincia di Ancona, all’interno della quale opera il Presidio Ospedaliero di Osimo. Su questa Ospedale si è evidenziato un vero e proprio accanimento con un depauperamento progressivo delle funzioni Ospedaliere, con la mancata sostituzione dei Medici Dirigenti e del Personale sanitario professionista.

Questo ridimensionamento nelle intenzioni del legislatore, non avrebbe dovuto diminuire l’offerta sanitaria ai cittadini perché avrebbero dovuto partire forme di integrazione funzionale con l’Ospedale regionale di Torrette e più recentemente con l’INRCA della Montagnola. Effettivamente in data 1.08.2016 la Giunta approva la Delibera 885 che assume il protocollo d’intesa tra regione Marche e comune di Osimo per la sperimentazione di integrazione funzionale con l’INRCA ed ASUR av2 in modo che, il territorio a sud di Ancona, avesse un Ospedale comunque funzionante soprattutto dopo la trasformazione della Struttura di Loreto in Casa della Salute.

Questa fase sperimentale prevista fino a Settembre 2017 per la valutazione delle conseguenze operative rende incomprensibile quello che sta ora accadendo e cioè che L’ASUR ha iniziato ad attivare, non il percorso di integrazione funzionale ma la cessione di “Ramo d’Azienda” Ospedale di Osimo all’Azienda INRCA, con relativo passaggio del Personale dipendente. Così facendo si snatura completamente anche quanto previsto nella stessa Riforma Sanitaria che giustamente riconosceva all’ospedale di Osimo un ruolo insostituibile all’interno del cosiddetto Presidio Unico Ospedaliero di Area Vasta, sia nella fase attuale sia ancora di più all’interno della Nuova Struttura Prevista all’ASPIO sulle cui vicende conviene stendere un velo pietoso. (doveva essere pronta entro il 2016).

La domanda legittima che ci poniamo è che, se tutto diventa INRCA, la nuova Struttura dovrà necessariamente seguire la vocazione di ricerca e cura delle patologie del paziente anziano, ovviamente indispensabili, così sottraendo però l’Ospedale di Osimo dal suo ruolo di Presidio Integrato in Area Vasta con le sue Specialità per Acuti, sostanziando così L’Ospedale di Rete della Valmusone, con il suo bacino potenziale di 100 mila abitanti. Non comprendiamo il giudizio positivo espresso dal Sindaco di Osimo Pugnaloni e dal suo Assessore Bernardini sull’Operazione di fusione con L’INRCA e la loro volontà di spingere per accelerare il processo senza aver prima chiarito tutti gli aspetti sopra accennati, non ultimo quello del trasferimento del Personale Dipendente anche sotto il profilo tecnico-giuridico.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-01-2017 alle 17:11 sul giornale del 31 gennaio 2017 - 1205 letture

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le difficoltà della sanità ad Osimo sono note da tempo e ricordate anche dai sindacatie non c'è bisogno di un altro partito possibile perchè ancora troppi vecchi ancora tirano il fiato

giacomo mancinelli

01 febbraio, 10:42
Le chiacchiere stanno a zero. Certamente un approccio serio e corretto quello del Partito POSSIBILE, considerato che veramente occorrerebbe parlare della nuova riorganizzazione ufficializzata da parte dell'ASUR (mi riferisco all'ultima verisone) - questa sì dovrebbe essere nota da tempo - presentata con le determinazioni del Direttore Generale dell'ASUR Marche n.481 del 02/08/2016, n.486 del 04/08/2016 e n.740 del 01/12/2016, dove dentro c'è la reale "integrazione" OSIMO-INRCA da conseguire, che non si sta facendo, e di cui non si sta parlando.
Di questo, a risponderne, dovrebbe essere l'istituzione ed i tecnici della Sanità messi lì dall'istituzione, visto che la sopra citata riorganizzazione viene venduta come presentata ed accettata in sede di Conferenza dei Sindaci.
I premi ai tecnici della Sanità vengono lautamente corrisposti, a fronte di quali risultati rispetto agli obiettivi dichiarati dinnanzi alla cittadinanza ed alle parti sociali ?
Giacomo Mancinelli CGIL dell'Area Vasta 2