Sirolo: Parco del Conero, un nuovo habitat arricchisce la biodiversità

3' di lettura 19/01/2017 - Un nuovo Habitat arricchisce la biodiversità del Conero I ginepri crescono e la natura del Conero si rivela più ricca e più bella. La presenza di questa specie – Juniperus oxycedrus L. (ginepro rosso)– era già nota dalle precedenti ricerche floristiche sul parco in formazioni arbustive abbastanza frequenti nell’area mediterranea ma ora la scoperta di esemplari arborei, alcuni di notevoli dimensioni, peraltro in una specie dal lento accrescimento, consente l’individuazione di un nuovo Habitat d’interesse europeo.

‘La ricerca –spiega Gilberto Stacchiotti, Presidente Ente Parco del Conero- è stata condotta dal personale dell’Ente Parco che ha curato le verifiche sulle tre aree interessate e cartografate, predisponendo la necessaria documentazione che, dopo la recente approvazione del Direttivo dell’Ente, sarà trasmessa alla regione Marche per il riconoscimento definitivo da parte del Ministero dell’Ambiente’. Le aree in questione sono: una in località Monte Colombo, di nuova individuazione e le altre due a Monte Larciano e a Pian dei Ciliegi.

Esemplari di ginepro rosso anche di grandi dimensioni sono presenti in altre aree del Parco del Conero, caratterizzate dall’evoluzione spontanea della vegetazione a seguito dell’abbandono delle pratiche di coltivazione. Il ginepro rosso è una specie termofila (letteralmente “amante del caldo”) e l’habitat di interesse comunitario di nuova individuazione è denominato 5210: Matorral arborescenti di Juniperus spp. . Viene definito “macchie di sclerofille sempreverdi mediterranee e sub-mediterranee organizzate attorno a ginepri arborescenti”.

Sul Conero è rappresentato da formazioni secondarie, legate all’attività dell’uomo, a prevalenza di ginestra (Spartium junceum) e ginepro rosso, spesso a mosaico con le praterie. ‘L’invasione dell’arbusteto da parte di specie arboree –continua Stacchiotti- è indice che la vegetazione sta evolvendo verso il bosco, e questo processo è considerato una minaccia per l’habitat in questione. Da qui la necessità della gestione da parte dell’uomo, l’utilità di un moderato pascolamento, ed eventuali tagli selettivi delle specie arboree.

Occasione preziosa per l’ambiente e conferma delle professionalità espresse dal personale dell’Ente Parco, in particolare della dott.ssa Ferroni, che ha svolto il lavoro con la supervisione scientifica del prof. Edoardo Biondi, esperto internazionale sulla Rete Natura 2000 e consigliere del parco’. La presenza del nuovo habitat 5210, abbastanza localizzato, non richiede al momento modifiche sul piano normativo, se non a livello di aggiornamento del Piano di Gestione dei Siti Natura 2000 e dei Formulari Standard della ZSC e ZPS denominate entrambe Monte Conero e conferma l’efficacia della tutela in essere che il parco sta perseguendo attraverso i propri strumenti di pianificazione e gestione.

Nel caso di monte Colombo poi, si riscontra la positiva azione del bestiame allo stato brado che impedisce l’evoluzione dello specifico habitat verso più diffuse formazioni boschive; in questo caso mostrando la perfetta sintonia e reciproca utilità tra agricoltura e natura. ‘L’individuazione del nuovo habitat –conclude il Presidente Stacchiotti- è anche opportunità per mostrare le potenzialità operative dell’Ente, visto che questo risultato è stato conseguito senza alcun onere e in un momento di difficoltà generalizzate’.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-01-2017 alle 11:03 sul giornale del 20 gennaio 2017 - 359 letture

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