M5S: addio Astea Energia: c'è da brindare?

4' di lettura 02/01/2017 - Astea Energia è stata venduta: il 70% della società è passato in mano a SGR Rimini. Applausi! Oggi tutti sono felici: Fabio Marchetti e il gruppo Astea che ha incassato 21 milioni di euro; SGR Rimini che si è portata a casa un gioiello industriale e continua la sua strategia di espansione territoriale nelle Marche; Pugnaloni e Fiordomo che incasseranno qualche milione di euro e potranno spenderli come meglio credono, e speriamo li spendano bene!

Gli altri comuni soci che si porteranno a casa un po' di liquidità, che per loro è una boccata d'ossigeno visti i tempi di austerity e di vacche magre che corrono. Noi del Movimento 5 Stelle ci auguriamo che la strategia adottata sia quella giusta e facciamo un sincero in bocca al lupo al gruppo Astea che le cose vadano bene, perché ne va anche del bene dei cittadini. Tuttavia rileviamo alcune criticità in questa operazione: non è stata fatta una gara pubblica di vendita.

La cosa ci appare sconcertante, oltre che illegittima, ed espone l'operazione al rischio di ricorsi. Il prezzo di vendita è giusto? Fonti diverse dicono che la valutazione giusta era vicina ai 40 milioni e non ai 30 stabiliti nella trattativa privata. Che fretta c'era di vendere? E' ridicolo affermare che lo imponeva la legge, e ci sembra ancora più campata per aria l'affermazione che il prezzo tra poco sarebbe sceso perché nel 2018 scomparirà, forse, il mercato tutelato: allora sono degli sprovveduti quelli di SGR che se la sono comprata ad un prezzo così “alto”?

Ma soprattutto non era attraverso l'esborso di contante che SGR doveva entrare in Astea Energia. Infatti se SGR è un partner strategico del gruppo Astea per le gare di distribuzione del gas, in primis quella dell'ATEM di Macerata 2, si poteva far entrare SGR in Astea Energia gradualmente, con una partecipazione di minoranza, 5%–10%, facendole conferire non denaro contante, ma le proprie utenze energetiche nel maceratese, poche migliaia contro le 65.000 utenze di Astea Energia.

Nel frattempo si sarebbe aspettata la gara del gas, che già due anni fa sembrava imminente, ma ancora non è stata indetta. Se poi Astea e SGR avessero vinto la gara per la distribuzione la cui concessione dura un periodo di 12 anni, allora le prospettive di espansione nel mercato marchigiano sarebbero state davvero concrete. A quel punto si poteva far aumentare la partecipazione di SGR dentro Astea Energia vendendole ulteriori quote di proprietà in qualità di socio già acquisito e che ha dunque il diritto di prelazione, evitando tra l'altro il rischio di ricorso che si corre invece oggi per non aver indetto la gara pubblica di vendita.

Così si sarebbe potuti crescere insieme, mantenendo la governance e dunque il timone nelle mani del gruppo Astea, collaborando lealmente con SGR Rimini, per il bene del gruppo, dei lavoratori e del territorio, poiché la partnership tra Astea e SGR Rimini sarebbe stata a prova di bomba, essendo due realtà indissolubilmente legate l'una all'altra nel territorio marchigiano. Pugnaloni e Fiordomo oggi hanno incassato diversi milioni di euro e brindano. Ma domani cosa accadrà?

Astea Energia produceva utili e cash flow in entrata per tutto il gruppo. Era fino a ieri la società che teneva in piedi la struttura finanziaria del gruppo: cosa accadrà in termini di debiti finanziari adesso? La metà dei 21 milioni della vendita rimarranno nel gruppo per compensare le mancate entrate dei prossimi anni, considerato che Astea è rimasta soltanto col 24% di Astea Energia, che fino a ieri controllava invece col 94%. Quando questo tesoretto si esaurirà e il gruppo non avrà più la sua “banca” interna, temiamo che le sue fondamenta finanziarie possano essere minate.

Se poi le gare del gas verranno ancora procrastinate, oppure non si riuscirà a vincerle, SGR Rimini potrà legittimamente fare ciò che vuole con Astea Energia, e lasciare gli amministratori pubblici dei prossimi anni senza la possibilità di incidere nelle strategie aziendali. Chi ha sborsato 21 milioni di euro non vorrà nessun intralcio per quanto riguarda le politiche occupazionali e tariffarie. I lavoratori e gli utenti osimani saranno tutelati?

Ci auguriamo di sì, ma alle decisioni non parteciperanno più gli amministratori pubblici, che, in teoria, dovrebbero rappresentare la volontà sovrana dei cittadini. Addio Astea Energia. Oggi qualcuno brinda. Speriamo che abbia ragione a farlo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-01-2017 alle 09:07 sul giornale del 03 gennaio 2017 - 1469 letture

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