M5S: 'la nomina di Belli dg di Astea frutto di una vecchia (e vituperata) logica politica'

3' di lettura 23/11/2015 - Il pastrocchio di Astea by Pugnaloni si arricchisce di un nuovo ingrediente. Massimiliano Belli è stato infatti nominato direttore generale, figura in passato di competenza del socio privato e riesumata con l’assemblea dei soci del 16 novembre 2015.

Avevamo già denunciato il fatto che Pugnaloni volesse delle teste di legno alla guida di Astea per avere mano libera e tornare ai sani poltronifici e clientelismi del passato dopo una breve parentesi di mandati tecnici, (Berré cacciato a calci e Micozzi prossima probabile vittima delle purghe staliniane di Pugnaloni).

Così infatti è stato. Il Sindaco ha nominato Marchetti presidente di Astea, (a cui vanno i nostri complimenti per i 21.000 euro annui di compensi che percepirà), ma dopo l’inconferibilità della nomina denunciata dal M5S (Marchetti è stato consigliere comunale negli ultimi 2 anni e non può avere incarichi amministrativi nelle società partecipate), ha tentato un’acrobazia giuridica non affidandogli il ruolo di amministratore delegato allo scopo di bypassare la legge.

Occorreva dunque individuare una figura che potesse sostituire almeno in parte il ruolo decisionale dell’amministratore delegato e quindi il PD ha tirato fuori dal cilindro la trovata del direttore generale. Avevamo già anticipato che sarebbe stato un uomo di totale fiducia di Pugnaloni, che non avrebbe intralciato i suoi intenti come invece fece evidentemente Berré, “il ribelle”, e che in cambio di congrui riconoscimenti economici e di carriera, avrebbe garantito un’assoluta fedeltà e ubbidienza a Pugnaloni & Co.

Ebbene, senza saperlo, avevamo disegnato il perfetto identikit di Massimiliano Belli. Cresciuto nel prolifico e talentuoso vivaio delle Liste Civiche, non ci ha pensato due volte a fare il salto del fosso e buttarsi coi nuovi governanti. Attivista latiniano convinto, dopo il ribaltone al ballottaggio del 2014 si è proposto sugli attenti al cospetto del nemico Pugnaloni. Quando si dice la coerenza!

Un uomo per tutte le stagioni insomma, senza alcuna esperienza di gestione apicale in una multiservizi articolata come Astea se non nel settore igiene urbana, in cui – in qualità di responsabile – ha perso la gestione dei rifiuti a Filottrano e Sirolo, e ha disatteso completamente la strategia “Rifiuti Zero” proposta dal Movimento 5 Stelle che avrebbe permesso notevoli risparmi sia all’azienda, sia sulle tariffe sempre più pesanti che pagano gli osimani.

Un soddisfatto Pugnaloni lo ha definito un dirigente “con elevate qualità professionali” che però finora non si sono viste. Gli fa eco Marchetti che si è avventurato a dire che “Belli, che conosce già bene Astea, sarà prezioso e dà ampie garanzie a tutti i soci del Gruppo alla vigilia di scelte strategiche e delicate per il suo futuro”. Boh, se lo dice lui!…

Per ora il neo direttore generale ha conosciuto soltanto l’area igiene urbana vivendo all’ombra di Giancarlo Mengoni, già Ad di Astea, anche lui splendida creatura del vivaio latiniano. Sembra che anche Mengoni (e forse già al ballottaggio del 2014) abbia fatto il salto del fosso, sport evidentemente molto in voga in Astea. Siamo proprio curiosi di vedere come si comporteranno le Liste Civiche nei confronti di questi due fulgidi esempi di lealtà se il Consiglio di Stato proclamasse Latini sindaco il 10 dicembre prossimo.

Ma la nostra è una domanda retorica perché già sappiamo la risposta: Latini si comporterà esattamente come ha sempre fatto in passato e come ha fatto anche Pugnaloni, che dal suo più anziano pseudo rivale ha imparato il peggio che c’era da imparare. Mengoni garantisce un buon serbatoio di voti ad Osimo Stazione e quindi è meglio non inimicarselo, mentre Belli, come ha cambiato casacca una volta, lo farà anche una seconda: l’importante è che faccia sempre quello che gli viene ordinato dal padrone di turno.

E così, vissero tutti felici e contenti, (in barba al futuro di Astea e degli osimani!)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-11-2015 alle 16:54 sul giornale del 24 novembre 2015 - 667 letture

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