M5S: pronto un esposto alla magistratura sulle fidejussioni per la Strada di Bordo. 'Vogliamo chiarezza'

6' di lettura 05/11/2015 - Il meccanismo era collaudato. La Cosmo, soggetto attuatore dei lavori della strada di bordo a Padiglione fermi ormai da quasi due anni, portava in garanzia al Comune di Osimo delle “fidejussioni fantasma”, rilasciate cioè da intermediari non abilitati dalla Banca d’Italia.

Quando in seguito a segnalazioni pervenute un po’ da tutta Italia le autorità competenti smascheravano questi intermediari e pubblicavano i loro nomi sulle “black list”, si cambiava intermediario, il quale rilasciava un nuovo pezzo di carta che permetteva alla ruota di continuare a girare fino a quando la Banca d’Italia puntualmente li smascherava nuovamente.

E’ quanto emerso da un’approfondita ricerca svolta dal Movimento 5 Stelle di Osimo e in parte già presentata nell’assemblea pubblica del 28 ottobre 2015 alla presenza di PD e Liste Civiche coi loro rappresentanti Pugnaloni, Latini e Simoncini, al cospetto dei numerosi cittadini osimani intervenuti. La prima convenzione tra Comune di Osimo e Cosmo (allora Migan Srl) risale al 07/09/2006. Dino Latini era al governo e si voleva realizzare il centro commerciale Le Coccinelle con relativa strada di accesso. La Cosmo presentò una fidejussione di 953.000 euro a parziale copertura di quanto dovuto in opere da eseguire a scomputo degli oneri di urbanizzazione.

La garanzia era stata rilasciata dalla società Siac con validità 2 anni. Questa società, mai abilitata dalla Banca d’Italia, ha cambiato ripetutamente sede sociale tra Roma e Ascoli Piceno. Tra le “chicche” una perdita di 1.400.000 euro nel 2008, l’ingresso del socio unico Tendeba Corporation S.A. con sede a Panama nel 2009 e il decreto del 2011 del giudice del registro delle imprese che impose l’iscrizione nel registro, retroattivamente al 2009, del socio unico Mihailescu Ionut Florin (una testa di legno forse?).

Il 29/01/2010 con Decreto del Mef (Ministero Economia e Finanza) la Siac venne segnalata come intermediario non abilitato e risulta tuttora nella black list di Banca d’Italia. Con questa segnalazione si era creato ovviamente un grosso trambusto. Che fare allora? Nessun problema!

La Cosmo alla scadenza della polizza Siac nel 2008, presentò una nuova fidejussione di 1.892.000 euro rilasciata dalla Assifin Spa, acquisita al protocollo del Comune il 26/11/2008. Questa società, con una nuova verginità, era di fatto la prosecuzione della vecchia Siac: stessa sede sociale in Corso Vittorio Emanuele 50 ad Ascoli Piceno, (mentre la Siac si era ritrasferita a Roma in Via Lombardia 30). Nel frattempo, il 11/06/2010 avvenne il collaudo del 1° e 2° stralcio della strada di accesso a Le Coccinelle: la ruota continuava a girare apparentemente in maniera regolare. Il 24/05/2012 però, anche la Assifin venne segnalata dalla Banca d’Italia tra gli intermediari non abilitati.

Bisognava urgentemente trovare un sostituto, il tempo di nominare il 28/05/2012 (4 giorni dopo la segnalazione nella black list) un nuovo amministratore unico nella persona di Sirbu Stelian Constantin, (forse un’altra testa di legno?) e dichiarare fallimento il 20/06/2013 presso il Tribunale di Ascoli Piceno. Il sostituto come da copione non tardò ad arrivare: si tratta della Global Spa, già apparsa agli onori della cronaca, che compare nella convenzione integrativa del 01/08/2012.

Al governo di Osimo c’era Stefano Simoncini e la Cosmo, a parziale modifica ed integrazione dei precedenti accordi, si era impegnata a costruire il pezzo di strada di bordo che va dalla rotatoria di Via Montefanese di fronte alla nuova sede della Lega del Filo d’Oro, passando per Via Linguetta (da ampliare) e, oltrepassando Via di Jesi, arriva fino al ponte sul fiume Musone. I lavori a carico della Cosmo sono 1.850.000 euro, ma la Global rilasciò, come in passato, una fidejussione a parziale copertura di soli 748.000 euro.

Presto iniziarono i travagli ormai classici: il 04/12/2012 venne segnalata anche la Global tra gli intermediari non abilitati. Il 12/09/2013 la società cambiò denominazione in G e Esse Spa Gestione e Servizi e si trasferì da Roma a Napoli, all’interno del cui territorio comunale cambiò ulteriormente sede, trasferendosi in Via di Nuova Poggio Reale 151H. Poi è cronaca recente l’entrata a marzo del 2015 del socio unico Credit Finance Limited di Malta e il trasferimento a Londra della società “precisando che non intende mantenere la soggezione all’ordinamento giuridico italiano”! Alla faccia della sincerità! Troppa vigilanza da parte di Banca d’Italia forse?! Chissà?

Nel frattempo la società cambia ancora denominazione in Servizi Srl: il 14/07/2015 va in scioglimento per la riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale e il 10/09/2015 è posta in liquidazione. E così arriviamo ai giorni nostri: la ormai ex-Global si è “bruciata” e per questo il 04/09/2013 al momento del rinnovo annuale della fidejussione viene sostituita dalla Fin.Igea Spa. Costituitasi nel 2001 a Nocera Inferiore, si era trasferita a Napoli nel 2012, cambiando sede sociale all’interno del comune di Napoli nel marzo 2013, trasferendosi guarda caso proprio all’indirizzo in cui nel settembre di quell’anno avrebbe temporaneamente trasferito la sua sede anche la G e Esse Spa Gestione e Servizi (già Global).

Il 28/04/2014 anche in Fin.Igea entra il socio unico Credit Finance LImited di Malta e infine, puntuale come un cronometro, nel luglio di quest’anno viene segnalata dalla Banca d’Italia tra gli intermediari che non sono mai stati abilitati al rilascio delle fidejussioni. Siac, Assifin, Global, Finigea… quanto sarebbe stata ancora lunga la lista delle “fidejussioni fantasma”? Mario Marchionni, legale rappresentante della Cosmo, il 7/10/2015 aveva dichiarato alla stampa che “non è vero che la fidejussione è inesigibile come sostengono i 5 Stelle” e che la Cosmo “non fa il gioco delle tre carte”.

Nessuno l’aveva accusato di fare il gioco delle tre carte: “excusatio non petita, accusatio manifesta” dicevano gli antichi. Gentile Marchionni, a quanto pare aveva ragione lei: le carte infatti sono molte più di tre! Purtroppo il giochetto si è inceppato col concordato preventivo richiesto dalla sua società che ha portato tutti i nodi al pettine. Ecco perché il sistema bancario, le primarie compagnie assicurative e gli intermediari vigilati da Banca d’Italia (Art. 107 T.U.B.) non hanno mai garantito la Cosmo.

E visti gli esti finali, avevano ragione loro. Così è stato il Comune di Osimo a ritrovarsi con un pugno di mosche e il cerino in mano. Perché allora, il dirigente del Dipartimento del Territorio all’epoca dei fatti, Ermanno Frontaloni, anche a fronte di notizie facilmente reperibili su internet, (noi le abbiamo trovate in un attimo!), non ha preteso una fidejussione valida? Negligenza o connivenza? Non lo sappiamo. Lo stabilirà la magistratura alla quale presenteremo a breve un esposto dettagliato.

Di seguito il link alla black list della Banca d’Italia: http://albielenchi.bancaditalia.it/albielenchi/elenchi.do?order=data_dec&lingua=it&to=intfcanc






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-11-2015 alle 22:29 sul giornale del 06 novembre 2015 - 1226 letture

In questo articolo si parla di politica, osimo, Movimento 5 Stelle, Movimento 5 Stelle Osimo

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