Liste Civiche: 'refezione scolastica, le famiglie rinunciano, la Asso e il comune riflettano'

2' di lettura 02/10/2015 - La Asso lamenta scarsi incassi dai servizi svolti. Diranno di no, ma la voce è trapelata ben oltre l’azienda e il Comune. Lo avevamo preannunciato: da un lato aumentano le uscite per attività di spettacolo, dall'altro diminuiscono le entrate perché l'aumento indiscriminato di mense, trasporti e servizi e lo scadere della qualità di questi ultimi hanno convinto alcune famiglie a rinunciare.

Almeno il 10% di nuclei faminiari ha detto no al rinnovo del servizio di refezione scolastica. I dati sono ancora in via di definizione, ma il malcontento è evidente dalle proteste dei genitori che espressamente hanno preso posizione e chiedono forme alternative di mensa. Se per tre anni (dal 2011 al 2014), le tariffe erano state abbassate per tutti (anche per il figlio del notaio) ottenendo l’effetto di far risparmiare somme alle famiglie da destinare ad altre spese, la nuova linea di Pugnaloni, Marche e la sinistra hanno previsto che il sociale debba essere massacrato.

E ci stanno riuscendo benissimo. Dopo l’aumento del trasporto scolastico il cui servizio è totalmente peggiorato nel frattempo, il nuovo anno scolastico ha portato pure la doccia fredda dell’aumento delle mense scolastiche. Una famiglia in un anno ha visto aumenti di spesa di 300 euro. Un salasso. Si poteva evitare e rimanere nel solco del taglio dei costi, pur magari rimodulato per fasce di reddito, ma non nei soli limiti dell’ISEE che prevede sconti di cui nessuno può usufruire.

Tra l'altro la tariffa minima prevista da questa amministrazione è la stessa che dal 2011 al 2014 era uguale per tutti; questo a dimostrazione che non c'è stata nessuna diminuzione, neanche per chi presenta un ISEE inferiore a 15.000 euro (chi rientra in questa categoria difficilmente potrà permettersi una spesa di 100/110 euro circa al mese). Ha vinto l'aumento indiscriminato, nella convinzione, sbagliata, che tanto le famiglie sono costrette a utilizzare la mensa.

Insomma, la strategia della Asso non è più quella di fornire servizi sociali di qualità e accessibili nei costi, ma di fare feste su feste. Dopo quella di San Giuseppe trasformata in buona parte in una sagra con espositori di serie A (che non hanno pagato la Tosap) ed espositori di serie B (che l'hanno pagata, pure cara, 300 euro in media), dopo una stagione teatrale ricca di nomi di richiamo, da domani ci si butta sulle feste di Natale. Ultima preoccupazione i bilanci delle famiglie osimane.


da Coordinatori Lista Civica Il Faro di Pesaro





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-10-2015 alle 17:56 sul giornale del 03 ottobre 2015 - 385 letture

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