Liste Civiche: 'destino emiliano (previa svendita) per Astea. Lo avevamo predetto'

3' di lettura 22/09/2015 - Due mesi fa circa, avevamo annunciato la sfiducia politica a Berrè. Così è stato. Avevamo detto e ripetiamo che il futuro di Astea s.p.a. si divide in due fasi. La prima: la politicizzazione totale dei vertici con l’obbiettivo di trasformare l’azienda in qualcosa che serve ai bisogni partitici.

La seconda fase svenderla alla grande società bolognese e dintorni per far rimanere tutto all’interno dello stesso partito. Non sono bastate le gare perse e gli utenti che lasciano l’Astea Energia. A proposito di questo è importante registrare il riscontro oggettivo per il quale l’utile del 2014 è stato esattamente la metà rispetto a quello del 2013 sotto la gestione Bordoni; altro dato: i dipendenti guidano la società come vogliono, con i loro ritmi e le loro inclinazioni, invisi e contestati dai cittadini.

In un momento così delicato, un c.d.a. stabile e sicuro avrebbe consentito alla holding di veleggiare verso la conquista di altri mercati di servizi, piuttosto che affannarsi a staccare la luce e il gas agli osimani per far quadrare i conti.

Il supremo interesse partitico (come nel caso della scuola di Casenuove) pretende di assoggettare ai suoi voleri (anche quando non sono in linea con i parametri gestionali) il c.d.a. di Astea s.p.a. affinché dica “sì” senza “se” e senza “ma”, a ogni richiesta di occupazione di lavoro, consulenza, scelta commerciale e altro. Sono stati mandati a casa i riottosi: amministratore delegato e revisore dei conti. Sarà difficile riprendere un percorso aziendale che possa consentire alla Astea s.p.a. di avere quel ruolo nel campo della erogazione di servizi primari nel contesto marchigiano.

Ormai la Astea Energia s.p.a. arranca a tenere gli storici utenti e l’immagine che dà è quella di una insufficienza strutturale profonda che chiude al commerciale e alle energie rinnovabili (ferme al progetto della Bordoni). Nel settore dell’acqua tutto è fermo e neanche il progetto complessivo presentato nel febbraio 2014 da Simoncini e Latini (progetto che doveva essere approvato subito dopo le elezioni comunali) non ha fatto un passo avanti.

Nel campo dell’igiene urbana al di là dei divertissement di Belli (utili a chi?) chi guida non è più Osimo (come fino al 2013) che finisce per diventare una succursale di altri. Così facendo, il quadro futuro è la vendita di Astea Energia s.r.l. a Hera o alla concorrente di Rimini, lo spacchettamento dell’acqua con guida del maceratese, la fusione dell’igiene urbana nel consorzio in cui Ancona comanda. Ad Osimo rimarrà il peso dei dipendenti, della sede e l’utile non darà più alle casse comunali i 600.000,00 euro all’anno.

Probabilmente non è un problema del PD e della sinistra (perché non guardano a lungo termine), ma per tutti gli altri sì. Al di là di chi sarà il nuovo c.d.a. (occorre rifarlo ora?), il tema che noi poniamo è l’attuazione immediata fra tutti i comuni e la parte privata del progetto Simoncini - Latini del 2014; progetto che pone basi di crescita e di ampliamento della holding con sicurezza del posto lavoro (a proposito vi ricordate quando Pugnaloni garantiva lavoro perché era sicuro che l’Astea s.p.a. avrebbe vinto le gare dell’igiene urbana? Era la scorsa estate. Il risultato? Gare perse e rischio pure di dover lasciare Filottrano, con conseguente diminuzione di personale).


da Coordinatori Lista Civica Il Faro di Pesaro





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-09-2015 alle 11:41 sul giornale del 23 settembre 2015 - 587 letture

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