Le fiamme gialle scoprono frode fiscale di una società sportiva dilettantistica osimana. Denunciati in due

Guardia di finanza 2' di lettura 11/02/2015 - La Guardia di Finanza di Osimo, al termine di articolate indagini di polizia tributaria e giudiziaria, ha scoperto un'ingegnosa frode fiscale operata da una locale associazione sportiva dilettantistica, con la complicità del responsabile di un istituto di credito.

L’indagine, scaturita dagli approfondimenti di una segnalazione di operazioni sospette in materia di antiriciclaggio nei confronti del legale rappresentante dell’associazione, ha consentito di segnalare alla locale Agenzia delle Entrate per il recupero a tassazione reddito non dichiarato per 589.997 euro, elementi negativi indeducibili per 59.910 euro, IVA dovuta per 80.775 euro ed IRAP per 589.997 euro.

In pratica l’associazione aveva operato come una vera e propria società commerciale, violando così la clausola statutaria del divieto di distribuzione di utili e facendo quindi venire meno i requisiti agevolativi accordati dalla normativa fiscale ai soggetti no profit. Infatti, la distribuzione degli utili veniva abilmente mascherata con il ricorso sistematico ad artifici contabili, consistenti nell’utilizzo di autocertificazioni attestanti la falsa erogazione di compensi ai soci.

In particolare, tali pagamenti erano eseguiti in modo tracciabile, con bonifici accreditati direttamente sui conti correnti intestati ai singoli soci, accesi presso la stessa banca ove era aperto anche il conto corrente della associazione sportiva. Dopo l’esecuzione dei bonifici, tuttavia, la relativa provvista veniva in tutto o in parte prelevata allo sportello direttamente dal rappresentante legale dell’associazione sportiva e dallo stesso trattenuta a profitto proprio, utilizzando distinte di prelevamento preventivamente sottoscritte in bianco dai soci intestatari dei conti correnti.

Allo sportello, il rappresentante legale della menzionata A.S.D. non veniva mai identificato, in violazione di uno dei principali obblighi stabiliti dalla normativa antiriciclaggio. Gli approfondimenti eseguiti presso la Banca hanno fatto emergere la condotta compiacente del responsabile della filiale, il quale è risultato avere uno stretto rapporto confidenziale con il citato rappresentante legale, a causa dei suoi trascorsi all’interno dell’associazione sportiva quale allenatore.

Il legale rappresentante dell’associazione ed il funzionario di banca sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria di Ancona, i quali dovranno rispettivamente rispondere dei reati di falso ed omessa identificazione della clientela. Nei confronti del responsabile pro tempore della filiale e della stessa Banca, quale obbligata in solido, è stata altresì contestata la violazione amministrativa concernente l’omessa segnalazione di operazioni sospette, prevista dalla normativa antiriciclaggio, il cui ammontare è stato quantificato in 719.503,04 euro.






Questo è un articolo pubblicato il 11-02-2015 alle 10:06 sul giornale del 12 febbraio 2015 - 1428 letture

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