Vivere a 4 Zampe: stop all'utilizzo degli animali nei circhi. L'esempio messicano

Animali esotici usati nei circhi, Vivere a 4 Zampe 2' di lettura 18/01/2015 - Il Messico dice 'No' allo sfruttamento degli animali selvatici nei circhi. La notizia è diventata ufficiale il 9 gennaio, quando è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, anche se il provvedimento è stato approvato dalla Camera dei Deputati del Messico già lo scorso 11 dicembre, e a larga maggioranza.

Paesi come Bolivia, Argentina, Perù, Cile e Costa Rica hanno fatto da apripista, ed ora anche il Messico compie questo passo importante in materia di tutela dei diritti degli animali. Ad essere memorabile, non è solo la scelta di porre un freno allo sfruttamento degli animali, ma anche il fatto che tali pionieri sono paesi del Sud del mondo. Segno che l'attenzione nei confronti dei più deboli può (e deve) prescindere dalle regole dell'economia e dalle pendenze di pil e spread.

Il governo messicano annuncia l'entrata in vigore della legge sostenendo che “l’uso degli animali nei circhi non trasmette alcun valore educativo negli spettatori” e gli animali nei circhi si esibiscono “perché hanno paura di quello che può accadere se non lo fanno”. La violazione del provvedimento comporta un'ammenda pecuniaria fino a 150.000 euro.

Entro 180 giorni le strutture circensi messicane dovranno consegnare al governo un elenco degli animali in loro possesso e consegnare questi ultimi a santuari per specie selvatiche di Messico, Stati Uniti o Canada, modificando in maniera stravolgente il destino di queste creature.

Erano anni che le associazioni animaliste documentavano le torture degli animali usati nei circhi, addestrati con metodi coercitivi, detenuti in gabbie indegne rispetto alla loro natura, infine gettati sotto i riflettori ad emozionare famiglie inconsapevoli. In effetti la scelta di vietare l'utilizzo degli animali negli spettacoli circensi non è caduta dall'alto, ma era già stata adottata in molte realtà locali, tanto che alcuni circhi ne facevano già a meno.

Ora, anche gli zoo tradizionali verranno lentamente convertiti a centri di recupero della fauna selvatica, prima fra tutti la Unidad de Rehabilitación y Rescate de Fauna Silvestre dello stato del Hidalgo, che ospita animali sequestrati ai circhi a seguito di denunce per maltrattamento. Il centro sarà utilizzato come modello in altre aree del Messico.

Chissà, ora, se la rivoluzione messicana arriverà alle orecchie dell'UE o se le sofferenze degli animali rimarranno inascoltate ancora a lungo.


di Arianna Baccani
redazione@viverecivitanova.it







Questo è un articolo pubblicato il 18-01-2015 alle 21:50 sul giornale del 19 gennaio 2015 - 545 letture

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