Partecipazione e interesse alle Grotte del Cantinone per l'incontro con Alex Corlazzoli

2' di lettura 14/01/2015 - Partecipato ed animato: potremmo definire così l’incontro che si è svolto sabato 10 gennaio alle Grotte del Cantinone con il maestro-giornalilsta-scrittore Alex Corlazzoli. L’Auser Cultura, che ha organizzato l’evento sul tema della scuola, a cui ne seguiranno altri due, è pienamente soddisfatta dell’iniziativa.

Soprattutto grazie alla partecipazione attiva da parte del pubblico, il quale, composto in buona parte da insegnanti e genitori, ha interagito con il maestro Corlazzoli sul tema delicatissimo dell’utilizzo delle nuove tecnologie nella scuola e fuori. Corlazzoli, anche attraverso una serie di dati, ha evidenziato che in realtà in Italia esiste una sorta di deficit digitale, in quanto l’accesso alla rete si attesta ancora su percentuali che viaggiano sotto il 50%.

Ciononostante dal pubblico è emersa la preoccupazione legata alla gestione dei mezzi informatici, che stanno letteralmente modificando il processo di apprendimento e di relazionarsi dei ragazzi, senza che il corpo docente e gli educatori in generale vengano formati per muoversi in questa realtà in profonda trasformazione. Il rischio è che si venga travolti, senza riuscire a dominare il passaggio epocale, che riguarda tutti noi, ma che investe particolarmente i già nativi digitali.

E’ rimasto il dubbio se siamo disposti a rinunciare ad abilità, oggi considerate fondamentali, quali la scrittura, che già in alcuni paesi scandinavi, oltre che in alcuni stati dell’America, sono state bandite in favore di una didattica e di un apprendimento “touch” che abbandona carta, penna, quaderno e lavagna vecchia generazione. Forse è più opportuno che i nostri ragazzi dispongano degli strumenti digitali solo alla soglia dei dieci anni, come sostengono alcuni pedagogisti, che temono fortemente i rischi legati alla perdita di attenzione e di manualità; oppure è giusto che ci inseriamo con la maggiore coscienza possibile nell’alveo del percorso in cui il nativo digitale, da subito impara con gli strumenti informatici?

E’ evidente che nessuno ha risposte di tipo oracolare, ma è soprattutto vero che è necessario addentrarsi quanto più nella problematica, affinché ognuno di noi, nella veste di insegnante, genitore, educatore, cittadino possa agire quanto più possibile con cognizione e ponderazione nelle quotidiane scelte, per le quali non è più sufficiente un atteggiamento rinunciatario o acritico. Per tale motivo Auser aspetta quante più persone possibili ai prossimi incontri, grazie ai quali ciascuno di noi potrà crescere in consapevolezza e presenza attiva ai piccoli grandi dilemmi quotidiani.






Questo è un articolo pubblicato il 14-01-2015 alle 16:39 sul giornale del 15 gennaio 2015 - 548 letture

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