Micozzi: 'Astea Energia alla sbando'. Bordoni: 'non è vero. Ora è azienda pronta al mercato'

2' di lettura 23/09/2014 - Consiglio comunale choc martedì pomeriggio con la Sala Gialla al gran completo per ascoltare le relazione dei dirigenti delle principali società partecipate del comune: Gruppo Astea, Astea Energia, Astea Servizi e Geosport. Particolarmente atteso l'intervento del nuovo Ad di Astea Energia Fabrizio Micozzi che ha sorpreso tutto parlando della controllata del comune come di "un'azienda allo sbando, eccessivamente verticalizzata nella catena di comando e atipica per la mancanza di personale proprio".

Ma non è finita. Scottante il capitolo crediti inevasi. Dal primo approccio con l'azienda di Micozzi con i bilanci la partecipata avrebbe crediti ormai totalmente deteriorati (scaduti da oltre un anno) 1,8 milioni di euro saliti nell'ultimo anno a 2,2 milioni. Sempre secondo l'Ad, esisterebbe poi un'altra enorme massa di crediti scaduti da 60 giorni o più la cui esigibilità non è certa e che ammonterebbe a oltre 5 milioni di euro".

La risposta più decisa in aula è venuta, come era facile immaginare, dall'ex Ad di Astea Energia e oggi consigliere delle Civiche Monica Bordoni. "L'azienda - ha ricordato - non è affatto allo sbando e le decisioni sono state prese in modo collegiale, in sede di Cda". Per quanto riguarda i crediti "non è un segreto che per la loro riscossione ci è portati su di un target con scadenze medio-lunghe con risultati incoraggianti".

Micozzi ha stigmatizzato anche il fatto che per quanto riguarda pagamenti di forniture ad aziende "con consumi mensili cospicui" si sarebbe fatto credito in modo giudicato "molto dannoso per un'azienda che ha margini del 2%. Cosicché un'impresa che deve versare 100 mila euro di fornitura ad Astea e sulla quale azienda guadagnerebbe 2 mila euro, un mancato pagamento si trasforma in immediate passività per 98 mila euro. Gettando il gestore in una subitanea difficoltà finanziaria".

Insomma l'accusa è quella di una certa leggerezza nelle riscossioni unitamente, ha aggiunto Micozzi "ad una scelta discutibile nel puntare sulle energie rinnovabili". Appunto quest'ultimo fatto anche dal Sindaco Pugnaloni che, dal canto suo intende puntare su rateizzazioni e sconti.

Intanto di certo è che il Gruppo possiede un fondo di svalutazione di 1,7 milioni di euro, in grado di coprire i crediti deteriorati di più lungo periodo (400 mila euro sono ascrivibili al solo Hotel House). Per il resto ci si dovrà affidare ad una paziente opera di recupero crediti. Il tutto mentre alle porte ci sono gare importanti per l'aggiudicazione di servizi in diversi comuni. Una sfida che Astea, per bocca dei suoi amministratori, "intende comunque cogliere".








Questo è un articolo pubblicato il 23-09-2014 alle 22:59 sul giornale del 24 settembre 2014 - 2685 letture

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