Riduzione diritto camerale, Confindustria Ancona prende posizione

Claudio Schiavoni, Presidente di Confindustria Ancona 3' di lettura 29/07/2014 - Confindustria Ancona sulla riduzione del diritto camerale: "Bene la rimodulazione in tre anni ma senza una chiara rifocalizzazione del sistema camerale il problema del riassetto non si risolve".

Confindustria Ancona spiega la propria posizione sul tema della riduzione dei diritti camerali. Lo fa con una nota articolata inviata innanzitutto al Presidente della Camera di Commercio dorica, alle altre Associazioni di Categoria provinciali ed ai politici marchigiani che siedono in Parlamento “L’emendamento approvato il 25 luglio scorso in Commissione Affari Costituzionali alla Camera dei Deputati al decreto legge "Repubblica semplice", che prevede la progressività di riduzione del diritto camerale in tre anni – emerge dalla nota di Confindustria Ancona - va interpretato come dato politico importante e positivo, che concilia la scelta del Governo circa la forte riduzione dei diritti camerali con la necessità del mondo camerale di cogliere questa sfida con metodo e visione.”

Alla luce della riduzione del diritto camerale – proseguono gli Industriali – appaiono inevitabili un ragionamento sulla riforma del mondo camerale in termini concreti ed efficaci e la ridefinizione delle sue funzioni. In quest’ottica è necessario tenere alta l’attenzione sul tema, con l’obiettivo di migliorare ed efficientare il Sistema Camerale, non distruggerlo. In ambito locale Confindustria Ancona riconosce alla Camera di Commercio l’impegno già profuso in questi anni verso una ricerca, seppur a volte timida, di più efficienza ed efficacia del proprio assetto organizzativo e del proprio operato.

Confindustria Ancona non ha mai chiesto, non chiede e non auspica il superamento del Sistema Camerale. – specifica il Presidente Schiavoni nella nota - È però necessario un concreto e positivo ripensamento del mondo camerale: anch’esso si proietti in una nuova dimensione, coerente con la sua natura giuridica – ente autonomo di diritto pubblico – a supporto del sistema di impresa. Sono quindi inevitabili la ridefinizione delle funzioni camerali ed un chiaro percorso di efficientamento e focalizzazione. Serve una visione ampia e di medio-lungo periodo, che eviti di vincolare il ragionamento ai soli livelli locali.

Circa l’attuazione della norma contenuta nel D.L. “Repubblica Semplice” ed emendata, comunque necessaria in tempi di spending review, Confindustria Ancona rileva che “la misura della riduzione progressiva triennale deve essere parametrata al costo delle funzioni che si decideranno di mantenere. I due aspetti sono strettamente concatenati; diversamente non si produrrà altro che danno al sistema delle imprese.

Circa la focalizzazione funzionale, gli Industriali chiedono che le funzioni camerali siano limitate a quelle che nessuna altra pubblica amministrazione offre attraverso strumenti innovativi, da elencare tassativamente senza sconfinamenti. Per Ancona propongono il credito, attraverso il sostegno ai consorzi fidi, l’internazionalizzazione affinché Marchet diventi la sola azienda speciale di internazionalizzazione per l’intera regione Marche. Più in generale bisognerà privilegiare linee di contribuzione alle imprese ed progetti promossi dal mondo associativo all’unisono.

Circa l’azione di spending review indicata con chiarezza da Governo e Parlamento – riflette ancora Confindustria Ancona ci si deve concentrare in primis sulle realtà camerali non virtuose, che negli anni immotivatamente non hanno saputo mantenere un equilibrio gestionale. Anche per questo è auspicabile il superamento del Fondo di perequazione che, da solo, assicurerebbe un saving di 20 milioni €" .

Confindustria Ancona, poi, si dice favorevole ad un processo chiaro e certo nei tempi (max. 2 anni) e nelle modalità (norme uniche definite centralmente, da applicare sul territorio nazionale) di razionalizzazione e accorpamento delle attuali CCIAA, con criterio interprovinciale. La regionalizzazione non può essere ovunque la regola secondo cui riorganizzare tutto il Sistema Camerale. Attenzione particolare, infine, viene dedicata al ridisegno degli organismi di governance del mondo camerale. Al proposito si propone un unico organo di Giunta, composto da quattro componenti oltre al Presidente; parimenti si chiede l’accesso alla governance alle sole Organizzazioni riconosciute a livello nazionale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2014 alle 17:06 sul giornale del 30 luglio 2014 - 315 letture

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