Ex-consorzio: riparte iter autorizzativo. M5S: 'modello di commercio superato. Meglio il parco archeologico'

4' di lettura 19/05/2014 - Nell’estate del 2013 circa 3.000 cittadini osimani, attraverso una raccolta firme di enorme successo prontamente depositata in Comune, hanno bocciato l’idea di un ennesimo imbarazzante monumento al calcestruzzo nell’area dell’ex-Consorzio Agrario, in cui si vorrebbe costruire l’ennesimo inutile e dannoso centro commerciale.

Il 18 ottobre 2013 la massiccia presenza dei cittadini all’incontro pubblico con gli esperti della Sovraintendenza Archeologica che si svolse nella sala conferenze dell’Astea, rivelò la chiara volontà della popolazione osimana di valorizzare i reperti archeologici rinvenuti in quell’area tra cui l’importantissima chiesa paleocristiana.

Oggi, dopo il blocco dei lavori dello scorso gennaio da parte del TAR e il sequestro dell’area con l’intervento dei Carabinieri, apprendiamo dai giornali che con la sentenza n. 434/2014 del 16/04/2014 il TAR ha accolto solo parzialmente le eccezioni dei ricorrenti e quindi presto (decorsi 60 giorni dal 12 maggio scorso, data di pubblicazione ufficiale), in assenza di Osservazioni ripartirà l’iter autorizzativo e di conseguenza i lavori per la costruzione del centro commerciale.

Il Movimento 5 Stelle ribadisce la propria netta contrarietà a questo ennesimo parco commerciale, o meglio a questa ulteriore cattedrale nel deserto che oltretutto provocherebbe enormi problemi di viabilità in una zona già fortemente congestionata. Perché questa Amministrazione Comunale ha concesso l’autorizzazione a costruire un parco commerciale quando molti negozi presenti in città sono sfitti? Qual è il vero motivo di questa scelta? Forse il sindaco non sa che ci sono altre zone a forte intensità commerciale proprio nelle vicinanze dell’area in questione? Oppure il sindaco, di concerto con la giunta, ha concesso l’autorizzazione perché così facendo il Comune di Osimo incamera gli oneri di urbanizzazione, in barba a tutte le problematiche che ciò sicuramente causerà?

Infatti il nuovo centro commerciale farà la parte del “cannibale”, mettendo in seria difficoltà la sopravvivenza dei centri commerciali già presenti sul territorio comunale, dei lavoratori di queste realtà e dei commercianti osimani che, con affanno, stanno cercando di tirare avanti le proprie attività indebitandosi con le banche. Secondo uno studio del Codacons, dal 2007 al 2012 i consumi alimentari degli italiani sono calati del 10% e i margini economici nel commercio si sono ridotti all’osso: la presenza di un nuovo “gigante” potrebbe essere fatale per molti dei nostri esercenti. Il Movimento 5 Stelle aveva rivolto un appello a Simonetti, il proprietario dell’area, a riflettere sulla bontà dell’operazione che sta portando avanti.

Oggi, alla vigilia delle elezioni, sentiamo la necessità di riproporre quell’appello: il modello di commercio alienante e spersonalizzato del mega centro commerciale ha ormai fatto il suo tempo. Esistono forme di commercio su internet che si basano esattamente su un ritorno alla personalizzazione della relazione col cliente e conseguentemente ad una maggiore sostenibilità, intelligenza e sobrietà dell’intero processo. Il felice termine “glocale” ad esempio, unisce proprio questi aspetti, e crediamo che il futuro del commercio nella nostra città sia proprio nel coniugare le produzioni e le tipicità locali, (il cosiddetto “chilometri zero”), con la loro promozione su scala globale grazie ad internet.

Va proprio in questo senso la valorizzazione turistica dei ritrovamenti attraverso l’istituzione di un parco archeologico che il M5S di Osimo ha già suggerito al proprietario dell’area Simonetti, magari integrato in un contesto urbanistico poco impattante di piccole botteghe commerciali e artigiane tipiche, quasi a richiamare gli antichi mercati che sorgevano in quell’area. Riteniamo infatti opportuno potenziare l’area archeologica mediante un’operazione sinergica tra le varie associazioni presenti sul territorio, come i ragazzi di Salviamo la storia di Osimo, Archeoclub e Italia Nostra, che si renderebbero disponibili a sviluppare un piano di valorizzazione, che contribuirebbe ad alimentare quel circolo virtuoso di cui la cultura e il patrimonio storico-artistico sono gli architravi.

E se è vero che da ogni euro investito nella cultura, come dimostrato da studi di ricerca, se ne ricavano 2,50 (con un guadagno percentuale del 150%!), ciò significa che questa dovrebbe essere la via da percorrere per combattere la crisi del commercio e del turismo ad Osimo, e la piaga della disoccupazione, nello specifico quella intellettuale e giovanile, valorizzando oltretutto i propri beni culturali. A questo proposito ci sentiamo di lanciare un altro appello: come mai “l’agguerrita opposizione” del PD osimano non ha mai aperto bocca su questa vicenda? Il Partito che si dichiara Democratico, non ricorda che almeno 3.000 cittadini osimani hanno firmato contro la realizzazione di questo centro commerciale? Qual è la sua posizione e quella degli altri candidati alle prossime elezioni comunali su questa vicenda?






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-05-2014 alle 11:27 sul giornale del 20 maggio 2014 - 701 letture

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