Charlie Recalcati protagonista alla serata Panathlon del Palabellini

2' di lettura 18/02/2014 - Sport e integrazione. Un tema sempre attuale che è stato al centro di un incontro organizzato ieri dal Panathlon Club di Osimo al PalaBellini. Protagonista della serata è stato Carlo Recalcati, attuale allenatore della Sutor Montegranaro e decano degli allenatori italiani con una vita trascorsa nel basket prima da allenatore e poi da giocatore.

Dopo i saluti istituzionali da parte di Maurizio Biondini, presidente del Panathlon Club di Osimo, di Sandro Antonelli e di Tania Belvederesi, assessori allo sport dei comuni di Osimo e Castelfidardo, "Charlie" Recalcati ha intrattenuto il numeroso pubblico presente per più di un'ora, partendo dalla sua decennale esperienza nel mondo del basket. O meglio dalla sua infanzia, quando ebbe il suo primo contatto con dei bambini stranieri: "Vivevo con la mia famiglia nell'attuale quartiere cinese. Negli anni ‘50 arrivò la prima famiglia di immigrati cinesi.

Avevano anche due bambini, che giocavano spesso con noi, nonostante la difficoltà nel farsi capire perchè non conoscevano la lingua. Ciò nonostante si inserirono perfettamente e fu un momento di crescita reciproca." Anche se il concetto di integrazione non è solo ascrivibile al cittadino straniero: "L'integrazione è un discorso più ampio, riguarda anche persone che hanno estrazione sociale diversa per esempio. Quando nel mio quartiere fu costruito il primo campetto da basket, si ritrovavano a giocare tutti i bambini del quartiere.

Dal figlio dell'operaio a quello del banchiere. Eravamo tutti uguali, senza distinzione e lo sport permetteva questo." Coach Recalcati ha ripercorso anche le esperienze avute da giocatore, quando c'erano solamente gli oriundi, e da allenatore, con l'arrivo dei giocatori stranieri e di quando si trovò ad allenare la Montepaschi "multiculturale". Inoltre l'integrazione riguarda il gruppo di giocatori, i quali devono saper accettare i nuovi arrivati, sia che siano giocatori stranieri che giocatori dal carattere non facile.


"L'esempio è quello di Pozzecco. Un giocatore dal carattere particolare ma dall'estro incredibile. La squadra integrò Gianmarco, il quale restituì tutto sul campo ai compagni". Purtroppo oggigiorno è al pubblico che non si riesce a far arrivare il concetto di integrazione. "Basti vedere gli insulti razzisti che a volte riguardano addirittura le diverse zone d'Italia" - ha commentato con una punta di rammarico Recalcati. Infine il coach ha rimarcato l'importanza dello sport per l'integrazione, visto che "permette un momento di crescita non solo per chi si trova a formare un gruppo ma anche per i nuovi arrivati."






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-02-2014 alle 22:34 sul giornale del 19 febbraio 2014 - 449 letture

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