Cna mette a confronto la Tares nell'area sud: Loreto la più 'friendly' con le imprese

Tares 12' di lettura 09/12/2013 - Uno dei principali tributi comunali oggi è la Tares. Per tale ragione la Cna di Zona sud di Ancona ha elaborato un raffronto tra i tre principali comuni di zona (Osimo, Castelfidardo, Loreto) per verificare le tariffe.

Dal confronto emerge una situazione variegata a seconda della tipologia del servizio. Il paragone è stato effettuato sulla tariffa totale al mq nelle 30 classi che riguardano tutte le attività produttive. Emerge immediatamente che una raccolta “con i cassonetti” permette un forte risparmio in termini di tariffa.

Al contrario, chi ha scelto la raccolta cosiddetta “spinta” (come Castelfidardo), ha le tariffe più alte della zona. Per tale ragione Loreto, che ancora non presenta la raccolta porta a porta e adotta quella con i cassonetti, presenta 27 categorie con tariffa più bassa al mq rispetto a tutti gli altri comuni e 2 con le tariffe intermedie (che si posizionano tra quelle più alte e quelle più basse).

Osimo, invece, è il comune che ha il maggior numero di categorie con tariffe intermedie: 26 categorie con valori intermedi, 2 con i valori più bassi e 1 con i valori più alti (ristoranti e trattorie). Tale risultato dipende dal fatto che Osimo ha adottato una raccolta “di prossimità”, cioè una raccolta differenziata intermedia tra quella spinta e quella in cassonetti. La raccolta di prossimità, infatti, prevede il porta a porta solo per alcune tipologie di rifiuto (indifferenziato, plastica, carta), contemporaneamente con la presenza di campane di raccolta per vetro, alluminio, pannolini e umido. Questa soluzione pone costi intermedi con, appunto, tariffe intermedie.

Discorso diverso per Castelfidardo. La raccolta spinta fidardense è costosa e quindi fa si che su 30 categorie la città fidardense ha tariffe totali al mq più alte in 27 e 2 intermedie. La raccolta spinta prevede il porta a porta per quasi tutte le tipologie di rifiuto (con il ritiro anche più volte a settimana). I risultati in termini di raccolta differenziata certamente si fanno sentire (dai dati 2012 Castelfidardo era il primo dei tre comuni in termini di raccolta sfiorando di poco l’80%, seguito a distanza da Osimo), anche in termini di qualità del rifiuto (più raffinato e quindi più pregiato per essere piazzato sul mercato). Ma i costi con questa tipologia sono più alti e si ripercuotono sulle imprese.

'Crediamo che dobbiamo cercare di trovare un buon equilibrio tra costi e benefici – commentano i tre presidenti di CNA Zona Sud di Ancona Luigi Giambartolomei (CNA Osimo), Maurizio Gentili (CNA Castelfidardo) e Paolo de Angelis (CNA Loreto) – Siamo coscienti e sensibili alla necessità di migliorare la raccolta differenziata, ma siamo anche convinti che in questa delicata congiuntura economica occorre trovare un punto di equilibrio anche con i costi perché le imprese sono stremate e necessitano di non gravare ulteriormente sullo loro capacità di redditività – precisano i tre presidenti – La nuova Imposta Unica Comunale che si introdurrà il prossimo anno e l’apertura di bandi per l’affidamento del servizio rifiuti (es. Castelfidardo), dovranno essere momenti di riflessione con le associazioni di categoria. Anche le modalità di pagamento devono essere una degli elementi di riflessione – concludono i tre presidenti CNA – prendendo come modello la rateizzazione del comune di Loreto che ha avuto una maggiore sensibilità per le esigenze delle imprese'.

Tabella 1 (Tariffa totale Tares euro/mq)

Categoria Osimo Castelfidardo Loreto

1 musei 1,82 2 ,75 1,2

2 cinema 1,4 2,07 0,96

3 autorimesse e magazzini 1,58 1,94 1,08

4 campeggi 2,48 3,49 1,73

5 balneari

6 auotosaloni 1,62 1,98 1,03 7

alberghi con ristorante 4,72 7,18 3,09

8 alberghi senza ristorante 3,55 4,6 2,34

9 Case di cura 4,31 6,63 2,75

10 ospedali 4,88 7,67 3

11 uffici 4,34 6,63 2,82

12 banche 2,51 3,87 1,67

13 negozi abbigliamento
librerie 3,66 5,27 2,45

14 Edicola, farmacia,
tabaccaio 4,25 6,06 2,77

15 Negozi particolari 2,61 3,87 1,79

16 banchi mercato 4,71 7,17 3,08

17 purrucchierie,
barbierie, 3,42 5,05 2,36

18 falegnamerie,
idraulico,
fabbro, 2,96 4,46 1,98

19 Carrozzerie e
autofficine 3,73 5,68 2,45

20 industrie produttive 2,5 2,87 1,47

21 attività artigiane
produttive 2,53 3,02 1,56

22 Ristoranti e trattorie 16,28 14,66 14,57

23 Mense e birrerie 9,86 15,78 7,79

24 bar e caffè 11,91 11,05 10,56

25 supermercato 6,89 10,55 4,45

26 Alimentari 6,88 10,55 4,45

27 ortofrutta e pescherie 15,2 19,07 16,68

28 ipermercati 5,92 8,92 3,95 29

banchi del mercato
alimentari 11,79 29,67 11,88 30

discoteche 5,18 8,25 3,1






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-12-2013 alle 19:46 sul giornale del 10 dicembre 2013 - 542 letture

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