Gestione dei fondi pubblici in Regione, avviso di garanzia anche a Latini: 'Chiarirò tutto'

3' di lettura 01/12/2013 - L’avviso di garanzia nei miei confronti per la gestione dei fondi annuali ai gruppi consiliari della Regione Marche lo considero giusto da ogni punto di vista. Servirà anche a me per poter esporre nella sede giudiziaria quello che ho autorizzato alla spesa, se rientrava o meno nelle voci ammesse per i fondi ai gruppi consiliari e le eventuali responsabilità penali e contabili che dovrò assumersi.

tantomeno contesto il giudizio che sulle stesse la pubblica opinione si è formata e si formerà. Se nei fondi al gruppo consiliare del periodo dal maggio 2010 al dicembre 2012 ho inserito voci di spese che nulla c’entrano con quelle normativamente stabilite è giusto che paghi le conseguenze.

Non contesto nulla di quello che è stato messo in atto delle competenti autorità e delle comunicazioni giornalistiche che sono state pubblicate. Rispetto a ciò cercherò, se necessario, di esporre le mie motivazioni a giustificazione di quanto compiuto, ritenendo che ogni chiarimento per quanto pure immaginabile doloroso servirà alla politica che riassumere un ruolo nuovo e diverso ma sempre di rappresentanza della società.

Ho cercato di dare, per tempo e via via, dei segnali concreti in tal senso di autoridimensionamento delle possibili spese a mio appannaggio, rinunciando da subito ai benefit quali parcheggio o card autostradale, poi al cosiddetto vitalizio, poi con la rimessa a disposizione della struttura di un dipendente regionale assegnato alla mia segreteria e poi ancora proprio con la fondo destinato al gruppo regionale e con la richiesta formale (e accettata) al presidente del Consiglio Regionale di voler restituire i fondi tutti comunque già ricevuto.

Ricordo, ancora una volta, come appena entrato consigliere regionale (maggio 2010) proposi di dimezzare le indennità perché troppo alte rispetto alle paghe di impiegati e operai mi venne dato del “demagogo”. Neanche la relativa proposta di legge regionale è mai approdata all’attenzione del Consiglio (come quella per chiudere la questione delle future pensioni), tanto è la paura di tutti noi di dover rinunciare a qualcosa che è un privilegio. Altra cosa invece era, ed è, a mio avviso, un rimborso economico al gruppo consiliare per fare quella necessaria attività amministrativa e politica di rapporto con i cittadini marchigiani, le associazioni, gli enti locali che sono a proporre e rivendicare le loro posizioni, rispetto agli atti della Regione e dei politici che la rappresentano. Senza un minimo contributo nessun partito, movimento o lista potrà mai dare, oggi soprattutto, quella minima partecipazione pure volontaristica ma che ha bisogno di un minimo di spesa per poter esprimere e far conoscere le loro prese di posizioni.

Non penso che questo sia un pensiero di difesa e conservazione dell’esistente (per il ruolo che ricopro); anzi, il mio pensiero (espresso per tempo e prima di quanto poi è scoppiato come scandalo della casta politica regionale) è nulla o quasi ai consiglieri per le proprie indennità ma un rimborso adeguato e controllato alle effettive spese ai gruppi consiliari per l’attività amministrativa e politica dai loro rappresentanti. Il tutto, invece di continuare l’esistenza (fino al 2017) del finanziamento pubblico ai partiti, che coinvolge e capitalizza somma per ogni singolo consigliere regionale eletto a tutto vantaggio e che veramente una somma liquidata dallo Stato a piè di lista, ingiustificata e ingiustificabile.


da Dino Latini
Capogruppo Assemblea Legislativa




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-12-2013 alle 12:58 sul giornale del 02 dicembre 2013 - 1875 letture

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