Cna Castelfidardo: 'Tares in linea con Osimo ma rimangono punti poco chiari'

Tares 2' di lettura 26/11/2013 - La CNA di Castelfidardo ha analizzato la Tares e il piano finanziario fidardense relativo alla stessa tassa. Ebbene dall’analisi e dal confronto è emerso un sostanziale allineamento ai principali comuni di zona, ma anche alcuni dubbi che però non possono avere una risposta.

L’associazione di categoria degli artigiani ha analizzato il piano finanziario approvato dall’amministrazione, e presentato dall’ente gestore. Ebbene dal piano finanziario è risultato un costo unitario fisso pari a 2,76 euro/mq a Castelfidardo contro i 0,88 di Osimo e una parte variabile pari a 0,19 euro/kg in confronto al costo unitario osimano pari a 0,24 euro/kg. La maggiore differenza, quindi, risulta sulla parte fissa.

Le scelte operate, infine, per la scelta dei coefficienti delle 31 categorie fa registrare a Castelfidardo 19 categorie al massimo per tutti e due i coefficienti (fisso e variabile) contro le 12 sotto la media o al minimo. Per quanto riguarda le categorie che hanno visto i coefficienti più bassi sono le attività artigianali di produzione e le industrie, nel tentativo quindi di preservare in questo delicato momento il precario equilibrio del nostro importante sistema produttivo.

'Si tratta di scelte – ha commentato Maurizio Gentili, presidente della CNA di Castelfidardo – la determinazione dei coefficienti nelle 31 categorie, infatti, è legata ad una scelta politica. Osimo ha scelto di mantenersi vicino o al di sopra della media per tutte e 31 le categoria. A Castelfidardo, invece, si è scelto di scegliere e di agevolare il tessuto industriale e artigianale che è la spina dorsale della città. C’è però un punto diciamo oscuro in questa Tares – continua Gentili – Si tratta dei piani finanziari che, secondo i tecnici del Consorizio Conero Ambiente, non possono essere confrontati e paragonati. Questo ci impedisce di compiere in tutto e per tutto un raffronto chiaro tra chi paga di più e chi di meno, tra chi è più efficiente e chi meno. Crediamo che questo sia un vulnus della legge e che per il futuro, con l’introduzione nel 2014 della nuova imposizione fiscale, vada cambiato per permettere a noi come ad altri di controllare i conti e cercare di comprendere l’efficacia e l’efficienza del servizio. Sarebbe anche opportuno che le stesse delibere comunali inserissero il dettaglio dei piani finanziari approvati per permettere il reperimento del documento in maniera rapida e soprattutto il controllo degli stakeholders”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-11-2013 alle 18:08 sul giornale del 27 novembre 2013 - 607 letture

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