Dal 6 novembre prendono il via le lezioni sul Barocco

2' di lettura 06/11/2013 - Il successo di una mostra come quella “Da Rubens a Maratta. Meraviglie del Barocco nelle Marche” non si misura soltanto in termini di record numerici di visitatori, anche se la mostra si avvia felicemente verso i 25.000 visitatori!

Ma anche in relazione all’impatto che l’iniziativa consegue nel campo degli studi storico artistici e non v’è dubbio che la rassegna allestita presso il Palazzo Campana di Osimo, abbia rappresentato anche una importante occasione per promuovere nuove ricerche nell’articolato panorama dell’arte del Seicento nelle Marche.

Sei incontri organizzati dall’Amministrazione Comunale, dall’Istituto Campana e dalla Fondazione Don Carlo, fra novembre e dicembre, consentiranno di conoscere dalla viva voce degli studiosi coinvolti nelle ricerche preliminari all’organizzazione della mostra le molte novità emerse nel corso delle indagini, spaziando dalla pittura alla architettura per poi toccare temi più legati al vivere quotidiano, come la moda.

Attraverso le relazioni di Stefano Papetti, curatore del catalogo della mostra insieme a Vittorio Sgarbi, e di Massimo Francucci sarà così possibile ritessere la complessa trama delle relazioni artistiche che nel Seicento fecero giungere nell’Osimano alcuni superbi capolavori della pittura barocca. Costanza Costanzi e Marina Massa ripercorreranno le tracce biografiche di Maratta, ricostruendo anche la fervida attività dei suoi molti imitatori attivi fra le Marche e Roma.

Mina Gregari, presidente onorario del comitato di studio preposto alla selezione delle opere esposte e studiosa di fama internazionale, traccerà invece un ideale quadro della cultura figurativa del secolo con particolare riferimento alla figura di Caravaggio, l’artista lombardo al quale ha dedicato molti studi i cui risultati hanno concorso a meglio definire la controversa figura del pittore lombardo. Spetterà invece a Fabio Mariano rievocare le vicende legate ai molti cantieri che nel corso del secolo vennero approntati in vari centri del territorio per costruire nuovi palazzi e chiese che spesso traggono ispirazione dei modelli elaborati nell'Urbe dai maggiori architetti del tempo.

Da questi incontri, come del resto emerge con chiarezza anche dalla visita alla mostra, le Marche appariranno come il luogo privilegiato del confronto fra le varie componenti culturali di un secolo fra i più controversi ed affascinanti, capace ancora oggi di catturare l'attenzione del pubblico.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-11-2013 alle 11:18 sul giornale del 07 novembre 2013 - 626 letture

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