Mancinelli (FP Cgil): Sanità, “Spacca e Ciccarelli sono alla frutta!”

Giacomo Mancinelli 3' di lettura 04/04/2013 - 'Il modello ASUR ha portato benefici che consentono alla nostra Regione di essere una delle poche con i conti in ordine'.

“Non è un problema se il cittadino, con la chiusura dei servizi e le riconversioni ospedaliere, dovrà fare dei Km in più per andare a ricoverarsi o per andare a ricevere una prestazione”.

Questo è quanto emerso nella Direzione Regionale del P.D. tenutasi a Chiaravalle il 27.03.2013, presenti il Governatore Spacca e l'Assessore Mezzolani, a conferma della distanza ormai abissale della Regione Marche con i cittadini marchigiani sul tema prioritario della Sanità.

Non c'entrano niente i minori finanziamenti del governo e la spending review, perché i conti in ordine sono stati raggiunti solo attraverso i tagli lacrime e sangue del personale medico e del comparto nelle Aree Vaste, e sottraendo le risorse della contrattazione (residui dei fondi contrattuali) ai dipendenti per essere messe a bilancio aziendale ASUR, in modo tale che il Direttore Ciccarelli potesse fregiarsi di avere i conti in ordine, per farli certificare (una azienda pubblica deve fare questo?) da una agenzia privata.

Nessuna riorganizzazione mai perseguita finora, in maniera trasparente, condivisa e convincente.

Solo interruzioni di pubblico servizio e soppressione di servizi, tagli lineari di personale, farmaci, beni e servizi, con notevoli allungamenti delle liste d'attesa.

Il Governatore, senza autocritica e difendendo le sue infelici scelte, su tutte il Direttore dell'ASUR Ciccarelli, aggiunge che “se non saremo in grado di fare la riforma sanitaria sarà il commissariamento della Regione Marche”.

Il Governatore ha evidentemente perso la bussola, negando l'evidenza dei fatti e difendendo clamorosamente una pletorica e sfarzosa ASUR, distintasi finora solo per gli sprechi :

  • più di 2 milioni di euro in consulenze esterne (dal 2010 al 2013);
  • 11 milioni di euro per il fallimentare sistema C.U.P. Unico Regionale;
  • 12 milioni di euro per l'appalto del fascicolo sanitario del cittadino;
  • più di 4 milioni di euro l'anno per il pagamento dell'affitto della Sede in Via Caduti del Lavoro in Ancona, e per garantire gli stipendi di tutto l'apparato burocratico amministrativo ivi operante.
  • 36 mila euro per far certificare il proprio bilancio (pubblico!) da una agenzia “privata”;

Il Governatore sa benissimo che si è perso troppo tempo per la mancata assegnazione della personalità giuridica alle Aree Vaste e contestuale soppressione dell'inutile ASUR, quale naturale compimento della Legge di riforma e riordino del Servizio Sanitario Regionale.

Sotto la (ormai) stucchevole minaccia del “commissariamento”, di fatto, il Governatore, sta consegnando i cittadini marchigiani alla “privatizzazione” della Sanità Pubblica Universalistica.

Quale garante di una “democrazia partecipata”, il Governatore dovrebbe saggiamente recepire il NO “generale” dei territori alla “chiusura” delle Unità Operative Cardiologia di Senigallia, Otorinolaringoiatria di Jesi e Fabriano, Urologia di Osimo e Psichiatria di Ancona, ed alla “riconversione” (cioè declassamento) dei “piccoli” Ospedali di Chiaravalle, Loreto, Cingoli e Sassoferrato, assolutamente fondamentali per sgravare i quotidiani complessi bisogni di salute.

La riorganizzazione deve essere fatta da chi è in grado di farla.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-04-2013 alle 17:31 sul giornale del 05 aprile 2013 - 1707 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, cgil, Giacomo Mancinelli

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