Castelfidardo: dall’Inpdap all'Inps, somme ingenti da pagare per il ricongiungimento dei contributi

Soldi 17/12/2012 - Quando nel 2002 Solidarietà popolare, con l’allora Sindaco Marotta, decise di staccare Castelfidardo dal consorzio CIGAD, alcuni dipendenti di quell’azienda furono assunti dalla Castelfidardo Servizi. Conseguenza di questo passaggio è stato il cambio di ente previdenziale: quei lavoratori dovettero passare dall’INPDAP al più sfavorevole INPS, ottenendo così un decurtamento della futura pensione calcolato in circa euro 150,00 mensili.

A distanza di oltre 10 anni, per tutti quei lavoratori è arrivata un’altra peggiore stangata: la legge 122/2010 ha previsto che la ricongiunzione dei contributi previdenziali da INPDAP a INPS divenisse onerosa, il che sta a significare che chi vuole cumulare nell’INPS i propri contributi – avendo inizialmente versato a INPDAP e successivamente all’INPS - deve versarli nuovamente e con interessi.
Pertanto, anche gli ex lavoratori CIGAD che decidessero di andare in pensione si troveranno a pagare somme ingenti di denaro per il ricongiungimento dei contributi dall’INPDAP all’INPS.
Se n’è accorto R.S., ex dipendente CIGAD che, con 41 anni e 3 mesi di contributi, ha recentemente presentato domanda di pensione all’INPS.

È rimasto letteralmente di sasso quando l’impiegato INPS, conteggi alla mano, gli ha detto che per ricongiungere i suoi 31 anni INPDAP ai 10 anni INPS deve sborsare la bellezza di Euro 134.000,00. Il nostro R.S. non possiede tutti questi soldi; allora l’INPS ha riconteggiato la sua pensione calcolando in Euro 995,00 mensili la rata di ricongiunzione.
In conclusione, ecco il responso: invece di una pensione di circa Euro 1.500,00 mensili, il povero R.S. si ritroverà per 15 anni con una pensione che, al netto delle trattenute, ammonta a circa Euro 505,00 al mese.

Ci è giunta voce che Solidarietà popolare vuole riservare lo stesso “scherzetto” ai dipendenti comunali che lavorano alla Casa di riposo Mordini.
Il sistema è semplice: si vuol far gestire l’ospizio ( o la futura struttura che lo ingloberà) da una società di gestione, presumibilmente una cooperativa, alle cui dipendenze vi saranno gli attuali dipendenti comunali, con la conseguenza che questi ultimi non potranno più usufruire del trattamento pensionistico INPDAP ma dovranno passare all’INPS, con tutto quello che ne consegue e che abbiamo appena elencato.

Abbiamo saputo che anche il sindacato si sta muovendo per scongiurare questa ipotesi.
Ci auguriamo da parte nostra che il tutto possa rientrare e, del resto, sarebbe profondamente ingiusto penalizzare quei dipendenti comunali che, con il passaggio all’INPS e la conseguente applicazione della legge 122/2010, pagherebbero centinaia di migliaia di euro a testa per ricongiungere i contributi INPDAP all’INPS.


da Partito della Rifondazione Comunista



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-12-2012 alle 20:00 sul giornale del 18 dicembre 2012 - 1079 letture

In questo articolo si parla di politica, Partito della Rifondazione Comunista

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