Cavina: 'Dico addio all'Italia dei Valori'

giuseppe cavina 5' di lettura 07/11/2012 - Quando tre anni fa decisi di avvicinarmi per la prima volta alla politica attiva lo feci perché la mia coscienza mi interrogava su quale contributo avrei potuto dare come semplice cittadino per combattere il degrado in un ambito così vitale per il nostro Paese.

Nella rosa dei partiti esistenti cercai quello che più si confacesse alle mie attese e non ebbi esitazioni nello scegliere l’IdV. Oggi purtroppo, lo dico con grande amarezza, mi vedo costretto ad uscirne.

Non me ne vado per aver preso atto di essermi sbagliato sulla condivisione di certi ideali, tutt’altro. Ancora adesso ribadisco il mio plauso all’azione coerente e senza tentennamenti fatta in Parlamento, per contrastare il governo Berlusconi prima, ed ora il governo Monti. Abbiamo fatto proposte e assunto posizioni coraggiose, usando un linguaggio chiaro, senza considerare convenienze e compromessi, ma avendo come fine solo il bene comune. In questi anni di saccheggio e devastazione delle Istituzioni e della nostra Costituzione siamo stati l’unica vera opposizione. Avrei invece molto da ridire sulla politica regionale e locale , ma mi dilungherei troppo e quindi tralascio.

Non me ne vado nemmeno per quanto denunciato dalla trasmissione Report sulla dubbia gestione dei rimborsi elettorali percepiti dall’IdV. Sono certo che neanche un euro di denaro pubblico sia stato utilizzato da Antonio Di Pietro per accrescere il suo patrimonio personale.

Casomai un appunto mi sento di farlo sulla modalità “occulta” e “privatistica” con cui è stato gestito fino al 2009 il denaro proveniente dai rimborsi elettorali. Aggiungo anche che, prendendo come esempio Osimo, comune di discrete dimensioni, la quantità di risorse disponibili in questi tre anni per attività politiche è stata pari a zero. Deduco quindi che questi ingenti fondi siano stati investiti anche in acquisto di beni e strutture del partito non direttamente riconducibili allo scopo primario della promozione politica. Magari non ci sarà nulla d’illecito sotto il profilo penale, ma a livello etico sicuramente c’è qualcosa che non va.

Il motivo fondamentale per cui lascio è quello che mi ha assillato fin dall’inizio e che ho sperato potesse trovare soluzione strada facendo. In relazione ad esso io e molti altri sollecitammo più volte il Presidente Di Pietro e i vertici del partito affinché si prendessero urgenti provvedimenti, ma, ahimè, senza sortire alcun esito. Sto parlando delle modalità di tesseramento e di selezione dei candidati da eleggere negli organi interni e in occasione delle elezioni politiche e amministrative.

A questo proposito cito alcuni eloquenti passaggi di una lettera rimasta inascoltata che scrissi più di 2 anni fa al Presidente:

“ Carissimo Presidente,…………

perché ha nominato e sta lasciando al suo posto una classe dirigente disinvolta che utilizza il metodo dello “shopping” politico stile Berlusconi promettendo candidature e poltrone?

perché permette concentrazioni di potere con pericolose sovrapposizioni d’incarichi, senza creare parallelamente organi di controllo che facciano da contrappeso e che possano vigilare su eventuali abusi?

perché consente la candidatura nel partito a chiunque porti in dote un pacchetto di voti, senza porsi domande sulla qualità di quel consenso, trasformando l’IdV in un’accozzaglia di fuoriusciti, riciclati e, in alcuni casi anche indagati, dal passato trascorso in liste avverse come Forza Italia, Udeur e quant’altro?

Giudicare l’operato di una persona solo in base al numero di tessere o di consensi può essere fuorviante. Bisogna vedere se quelle tessere e quei consensi sono “veri”, se rappresentano persone che credono sinceramente nei nostri ideali o piuttosto nella carriera e nelle convenienze personali!!

Tanti cittadini chiedono con forza di rompere con il vecchio modo di fare politica e noi dobbiamo conquistare la loro fiducia, dobbiamo convincerli che è possibile cambiare. Tutto ciò sarà possibile solo se il partito saprà essere credibile, facendo seguire i fatti alle parole, cominciando proprio dalla scelta delle persone.

Il partito, ad ogni livello, deve impedire con determinazione la pratica del familismo e del voto di scambio. La possibilità di ascesa nella struttura del partito deve essere basata esclusivamente sul merito e ciò deve essere sottoposto periodicamente alla verifica del voto degli iscritti”.

Gli ultimi eventi verificatisi, vale a dire l’isolamento in cui gli altri partiti ci hanno relegato e il servizio di Report sulla discutibile gestione dei rimborsi elettorali, hanno messo l’IdV in seria difficoltà, difficoltà certificata dallo stesso presidente Di Pietro con la recente intervista al Fatto Quotidiano che ha scatenato tante polemiche al nostro interno.

A mio avviso da una situazione come questa non si esce semplicemente mostrando carte o sentenze che dimostrano un reale “killeraggio” mediatico in corso, ma piuttosto con un rapido cambio di passo, con un atto di coraggio che consenta di rompere definitivamente con le vecchie logiche partitocratiche e con i politici di professione.

Visto le anticipazioni sul blog del Presidente in merito ad importanti cambiamenti nel metodo di selezione delle candidature e cogliendo l’occasione della sua visita nelle Marche, ho voluto verificare le sue reali intenzioni chiedendogli di persona se, in vista delle prossime elezioni, avrebbe ricandidato David Favia, confermandolo anche alla guida del partito nelle Marche. La risposta non c’è stata , o meglio, prima mi ha risposto con un’altra domanda, cioè se avevo letto in proposito il suo blog e poi indirizzandomi per questioni come queste all’on. Rota, responsabile nazionale dell’organizzazione.

Morale: la volontà di volere andare fino in fondo non c’è e io a queste condizioni non me la sento più di continuare. Ho comunicato al Direttivo cittadino e agli iscritti la mia decisione che formalizzerò già da domani. Li ringrazio tutti di cuore per la loro sincera solidarietà che manifesteranno concretamente restituendo anch’essi le loro tessere al partito.

Un saluto affettuoso anche ai tanti militanti marchigiani “di valore” che ho avuto la fortuna di conoscere e che mi auguro di ritrovare presto


da Giuseppe Cavina
Ex segretario Idv Osimo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-11-2012 alle 14:45 sul giornale del 08 novembre 2012 - 2385 letture

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