Sanità: assunzioni per nuovi dirigenti, vergogna nell'Asur

3' di lettura 21/10/2012 - In un momento di profonda crisi come questo con le scarse risorse economiche disponibili per indispensabili e fondamentali servizi pubblici per i cittadini come la SANITA’, venire a conoscenza di una determina del Direttore dell'ASUR Dott. Piero Ciccarelli, la n.769 del 9/10/2012, che prevede una graduatoria per DIRIGENTI AMMINISTRATIVI, mentre si stanno mandando a casa decine e decine di lavoratori precari della sanità tra infermieri, OSS, personale della riabilitazione, operatori tecnici e personale amministrativo, e’ da considerare del tutto fuori luogo e un offesa per i lavoratori, soprattutto per chi il posto di lavoro non ce’ l’ha più, o lo perderà a breve.

La scelta operata dall’ASUR di impegnare le proprie ingenti risorse, tutte conseguite con i risparmi “lacrime e sangue” sul personale (precari sacrificati e personale “di ruolo” cessato non sostituito), per un numero indefinito di Dirigenti Amministrativi con contratti quinquennali, da destinare non si sa dove e in quale numero in questo momento e’ del tutto inappropriata. Non ci sono i soldi per rinnovare gli incarichi al personale, i concorsi banditi ancora rimangono nei “cassetti delle scrivanie”, la Spending-Review impone pesantissimi tagli alle Regioni, MA SI TROVANO le RISORSE PUBBLICHE da spendere per nuovi DIRIGENTI, per una spesa di diverse centinaia di migliaia di EURO all’anno.

Mentre nell'Area Vasta 2 le dotazioni organiche delle varie Unità Operative, Reparti e Servizi si stanno impoverendo sempre di più fino al collasso organizzativo, in ASUR la dotazione organica è forse addirittura aumentata di più del 50 % ! E’ soltanto di pochi giorni fa il tentativo inopportuno del Direttore di Area Vasta n.2, di incentivare economicamente solo alcuni dipendenti presso l’AV2 – Sede di Jesi senza confronto sindacale e senza criteri oggettivi di rivalutazione quindi pregiudizievole ai principi di pari opportunità per il restante personale della medesima Area Vasta 2.

Mentre l'Accordo Integrativo della ex Z.T.N. 5 di Jesi, che è stato invece legittimamente sottoscritto in Contrattazione Decentrata di AV2 il 23/05/2012, per l'assegnazione di incentivazioni a TUTTI i dipendenti attraverso l'utilizzo delle risorse aggiuntive regionali fornite dall'ASUR, non è stato ancora onorato (i pagamenti dovevano avvenire a partire dal mese di Agosto u.s. ma non sono mai avvenuti). E analogamente, nei Tavoli Tecnici delle ex Zone di Senigallia Ancona e Fabriano, la RSU non è riuscita ancora a discutere delle stesse risorse ed a conseguire analoghi Accordi Integrativi. Ormai e’ evidente che per alcune categorie di lavoratori I SOLDI DA SPENDERE SI TROVANO mentre per gli altri solo schiaffi e sacrifici.

Pertanto e’ doveroso richiedere per la R.S.U. dell'AV2 e le OO.SS. l’immediata revoca della determina 769 A.S.U.R. affinché il governo Regionale attraverso le sue Aziende Sanitarie SPENDA I NOSTRI SOLDI per garantire il rispetto della dignità di tutti i dipendenti ed ai propri cittadini il diritto alla salute, con il personale adeguato per assistere le persone malate.

Comunicato firmato da:

LE OO.SS. TERRITORIALI

CGIL Tenenti Stefano
CISL Mancinelli Alessandro
UIL Cirilli Paola

R.S.U. DELL'A.V. 2

CGIL Aniello Oreste
CGIL Barbato Carmela
CGIL Gemini Claudio
CGIL La Torre Patrizia
CGIL Lucidi Davide
CGIL Mancinelli Giacomo
CGIL Marchetti Raffaello
CGIL Marconi Andrea
CGIL Mattia Marco
CGIL Rossetti Siro
CGIL Stronati Michele

CISL Allegrezza Michele
CISL Bitti Massimo
CISL Carnevalini Galdino
CISL Castelli Cinzia
CISL Ferretti Giordano
CISL Franceschini Stefania
CISL Gioacchini Ivano
CISL Guiducci Dania
CISL Larice Davide
CISL Palma Alessandra
CISL Sampaoli Sergio

UIL Curci Lorenzo
UIL Ercoli Patrizia
UIL Fabrizi Giancarlo
UIL Ferrini Fabrizio
UIL Troiani Paolo

NURSIND Conti Giuseppino
NURSIND Frascati Anna Maria
NURSIND Galassi Marisa
NURSIND Pauselli Valter
NURSIND Provvedi Sauro
NURSIND Tesei Letizia
NURSIND Ridolfi Nestore

FSI Venturi Anna Maria

ALI Amadio Ezio
ALI Frulla Anna Carla


da Giacomo Mancinelli
per le RSU dell'Area Vasta 2 e le OO.SS.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-10-2012 alle 09:57 sul giornale del 22 ottobre 2012 - 846 letture

In questo articolo si parla di attualità, Giacomo Mancinelli

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angelo

21 ottobre, 17:22
sarebbe interessante sapere chi sono coloro che sono in graduatoria e che legami hanno con i vertici dell'asur e dei partiti

Invece di pubblicare la sfilza di nomi dei sindacalisti, tirate fuori i nomi dei dirigenti assunti

meganoide pro

22 ottobre, 10:10
CHE SIANO TUTTI MEZZI COLLUSI NON E' UNA NOVITA'... comunque... mi fanno sempre piu' schifo.. l'unica cosa che mi consola e' che alla fine sottoterra come tutti dovranno andare...e li' i soldi non serviranno... rimarranno solo gli echi delle loro schifose gesta..

francesca

22 ottobre, 17:34
Commento sconsigliato, leggilo comunque

Il sindacato che non c’é
La Sanità vista dagli operatori – dal territorio all’ospedale

Un gruppo nutrito di operatori della sanità marchigiana sindacalizzati e non, di diverse estrazioni professionali e politiche, ha confrontato le proprie esperienze e le perplessità sulla situazione della sanità marchigiana. Dall’applicazione delle legge 502-517 di riforma del SSN, dalle leggi regionali 26/96, dalla legge-madre n°13 (ASUR), con le due leggi 17 del 2010 e del 2011 (aree vaste) e per ultima la legge regionale 28, fresca di stampa, e varata nel più completo silenzio, la nostra regione ha visto un continuo susseguirsi di riforme che , purtroppo, hanno avuto l’unico risultato di lasciare il sistema esattamente come era; anzi, accresciuto di strutture dirigenziali, l’una copia dell’altra. Con l’attuale situazione economica e sociale l’organizzazione del Sistema Sanitario Regionale non risponde, ne può rispondere, alle esigenze dei cittadini – utenti, è invece funzionale alle esigenze del mondo politico e di una certa dirigenza sindacale. L’autoreferenzialità e l’inerzia dei soggetti sovra menzionati. è diventata oramai acclarata
Da troppo tempo non vengono date risposte ai mutamenti epidemiologici e sociali della nostra popolazione, anzi si è fatto in modo che i soggetti che dovevano garantire interventi in questo settore potessero non farlo.
Si è prestata maggiore attenzione alla promulgazione di leggi ed ordinamenti che hanno creato: confusione dissesto finanziario ed organizzativo.
Chiediamo, pertanto, alle forze politiche, alle istituzioni ed al mondo sindacale di avere una assoluta attenzione alle richieste di trasparenza, di organizzazione, di economicità e di equità che vengono dal mondo degli operatori della sanità marchigiana.
Non è possibile assistere alle sperequazioni stipendiali tra una zona e l’altra, la mancanza di coordinamento nell’applicazione delle norme contrattuali e soprattutto la mancanza di equità nell’applicazione delle stesse;
Non accettiamo la facilità, sospetta, nel concedere consulenze a chi ha terminato il proprio servizio effettivo ; e non tolleriamo la disapplicazione di istituti contrattuali a dipendenti ancora in servizio.
Ci chiediamo le oscure, ragioni che impediscono una presa di posizione chiara.
I lavoratori, i sindacati, l’utenza, la cittadinanza tutta oggi devono decidere se essere parte attiva di questo sistema in evoluzione.
Noi non vogliamo accettare passivamente le scelte proposte/imposte dal sistema politico-lobbistico regionale.
Alla luce della nuova organizzazione regionale e di area vasta, che evolverà, lentamente ma decisamente verso una nuova organizzazione per aree di degenza riteniamo che ci si imponga, come lavoratori della sanità, una riflessione a tutto campo su questi cambiamenti radicali.
Certo l’organizzazione su area vasta è di per se un cambiamento decisivo rispetto all’attuale organizzazione del S.S.R, anche se negli ultimi anni abbiamo assistito a tanti cambiamenti radicali, ma solo sulla carta, che nella realtà operativa , nel lavoro di tutti i giorni di tutti gli operatori hanno solo peggiorato l’organizzazione,ed hanno confuso operatori e cittadini-utenti.
Di nuovo, come è già accaduto, rischiamo che tutto questo progetto finisca solo per aumentare i livelli di “comando”, spesso in conflitto tra loro; aumentare i costi, mitigati dal depauperamento e dal cattivo utilizzo del patrimonio ospedaliero, costruito nel tempo passato, e creare disagi ai lavoratori a causa di mobilità, più o meno coatte.
Crediamo che, oggi, si debba chiedere chiarezza e impegno di continuità al potere politico regionale. Chiarezza sugli obiettivi da raggiungere. Chiarezza sul metodo per raggiungerli. Ma soprattutto chiediamo continuità, tutte cose che faranno vedere ai cittadini che vi è una reale intenzione di buon governo.
Il variare l’assetto organizzativo del SSR ad ogni minimo sobbalzo. Non è una strada dettata dal giudizio e dal rigore. L’esempio della determina ASUR n°240/2011 ne è l’esempio. Sicuramente sbagliata nei contenuti, ma non nei principi di uniformità ed organizzazione; viene varata, sospesa, forse annullata… ancora presente, ma nel cassetto….in attesa di? E la proposta 233! Ora legge regionale n°28? Che ridefinisce tutti i livelli di programmazione sanitaria regionale? Approvata dall’assemblea legislativa delle Marche il 18 settembre nel più completo silenzio-assenso della politica, dei sindacati e delle istituzioni. Questa confusione non giova certo al nostro Sistema Sanitario regionale. Questo è caos!!!
Oltre alla riorganizzazione per aree di degenza degli ospedali, altro punto cruciale è l’assistenza sul territorio, che oggi si caratterizza sempre più come una mera erogazione di prestazioni mansionariali (termine scorretto ma concreto).
L’evoluzione delle professioni passata e futura, dovrà coincidere con una implementazione ed integrazione forte anche sul territorio.
Il crescente numero di strutture territoriali, la tendenza ad una dimissione ospedaliera sempre più precoce, la riorganizzazione del sistema di emergenza e pronto soccorso pongono oggi delle richieste a cui il sistema sanitario regionale non riesce a rispondere.
Anzi la risposta è solo nelle slide propagandistiche che presentano le Equipe Territoriali come ultimo punto di restituzione del soggetto alla comunità. Bè, a tutt’oggi, queste Equipe di professionisti territoriali NON ESISTONO nella regione Marche.
Un tempo si sarebbe detto: RISPOSTE SOLO SULLA CARTA
La presa in carico dell’utenza, la continuità assistenziale e la prevenzione non possono e non riescono ad essere relegate al MMG.
La necessità di professionisti sul territorio è sempre più marcata. L’Infermiere (l’assistente sanitario, l’OSS, l’assistente sociale, il fisioterapista…..) di comunità è oggi un esperienza confermata in molte realtà italiane. La presenza del medico nelle realtà di assistenza domiciliare è sempre più marginale. Le ambulanze Infermieristiche sono realtà validate a livello internazionale, come metodi di riduzione dei costi e di implementazione dei servizi all’utenza.
La specificità ed il processo che interessa oggi e nell’immediato futuro l’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ospedali Riuniti di Ancona” necessita di una ulteriore e più precisa discussione.
L’attuale assetto aziendale è di fatto chiamato a modificarsi nei prossimi anni, su richiesta esplicita del sistema politico regionale che si è ben palesata all’interno del PSSR 2010-2012.
Si dice che, sempre più l’AOR di Ancona dovrà diventare centro di eccellenza e di specialità, diagnostica e terapeutica, diventando “punto di riferimento regionale per le alte specialità e nodo rilevante nelle principali reti cliniche”. Riallocando al tempo stesso le attività di minore complessità nelle strutture territoriali (che però stanno riducendosi….).
Ma, a fronte delle notizie che filtrano sulla stampa, non vi è nulla di certo sull’evoluzione futura della azienda ospedaliera in termini organizzativi; tanto meno si hanno informazioni sulle decisioni che riguardano il riconoscimento del maggiore impegno professionale al personale. L’unico aspetto, ad oggi reale, è che Ancona, merito forse della debolezza Municipale, rischia di perdere l’ennesimo polo ospedaliero. Sarà sede universitaria e di eccellenza, ma le prestazioni ordinarie, i piccoli interventi…… saranno de-localizzati: dove? Non è dato saperlo.
E l’iNRCA, continuamente riformato e ridotto, in attesa di essere definitivamente assorbito nella palude del SSR, sarà ultimo ospedale di Ancona a chiudere? Ed i bisogni dei cittadini di Ancona? Quale rete ospedaliera sopperirà all’estinzione della sanità ordinaria del capoluogo?
Gli ospedali sono gli stabilimenti lavorativi più grandi del territorio, sono quelli che erogano più prestazioni e servizi alla cittadinanza. Questi centri di grande aggregazione DEVONO essere i nodi del trasporto pubblico, data anche l’età sempre più avanzata dell’utenza. Il CUP regionale sulle cui difficoltà sorvoliamo, è un inutile e costoso orpello, prenotare prestazioni a decine e decine di chilometri dalla residenza è inutile e beffardo se non mettiamo in condizione l’utenza anziana di raggiungere i punti di erogazione dei servizi. Distretti ed ospedali devono essere fortemente integrati nella rete del TPL, con collegamenti diretti fra loro e con gli altri grandi nodi scambiatori (es. stazioni ferroviarie); prevedendo orari congrui alle necessità degli operatori e dell’utenza. Solo così la tanto invocata razionalizzazione dei servizi avrà un senso diverso dall’escluder fasce intere di cittadinanza dalla possibilità di curarsi.
Oggi, come ieri, il sistema politico ci chiede sacrifici, rinunzie, ma non è in grado di sostenere le azioni che potrebbero dare l’avvio ad un vero cambiamento, che consenta di effettuare vere economie di scala e quindi di ridurre gli sprechi mantenendo quelle attività che implicano un reale beneficio per i cittadini. Crediamo che il sistema politico regionale non meriti più l’aiuto dato dai lavoratori, a danno dei lavoratori stessi e dell’utenza. Si rivolga a chi quotidianamente viene interpellato ai tavoli regionali e condivide con loro strategie e tagli…. La ricreazione è finita!!!!

angelo

22 ottobre, 20:32
bel commento maurizio, chiaro,pungente, preciso!
sindacati, politici,dirigenti, se ci siete ... battete un colpo! noi lettori vogliamo conoscere anche l'altra campana!

giorgia stefanini

22 ottobre, 21:17
bravo maurizio.... è ora di fare basta! condivido in pieno!

Giacomo Mancinelli

23 ottobre, 15:14
Parli bene caro Maurizio Ercolani, ci conosciamo ormai da tempo, e siamo colleghi infermieri, ma mi spieghi, perché non l'ho capito, come mai, tu, che come me, sei delegato sindacale della R.S.U. dell'Area Vasta 2 (anche se lo siamo per Sigle Sindacali differenti, tu per la FSI ed io per la CGIL) non hai aderito al COMUNICATO STAMPA della R.S.U. dell'Area Vasta 2 contro la VERGOGNA dei Dirigenti Amministrativi in ASUR ?
Mentre invece la nostra collega delegata sindacale della stessa R.S.U. dell'Area Vasta 2, Anna Maria Venturi, appartenente alla tua stessa Sigla Sindacale FSI, ha invece aderito (eccome), facendo valere una legittima e giusta “indipendenza” ed “autonomia” proprie di un delegato sindacale dei luoghi di lavoro rispetto a quelle di un rappresentante territoriale provinciale e/o regionale !
Il tuo sindacato "provinciale/regionale" FSI/USAE (quello i cui rappresentanti non lavorano in quei luoghi di lavoro dove, tanto per intenderci, lavoriamo io e te tutti i santi giorni !) ha dichiarato alla R.S.U. dell'Area Vasta 2 di NON VOLER ADERIRE AL COMUNICATO STAMPA contro la VERGOGNA dei Dirigenti Amministrativi in ASUR, contrariamente alle altre OO.SS. "provinciali/regionali" CGIL CISL UIL, che invece hanno sostenuto l'iniziativa della R.S.U. (?????)
La Sigla Sindacale FSI/USAE “provinciale/regionale”, dichiarando di NON VOLER ADERIRE AL COMUNICATO STAMPA contro la VERGOGNA dei Dirigenti Amministrativi in ASUR, ha preteso di rappresentare, sotto la propria essenza sindacale, la "volontà" anche dei propri delegati/delegate R.S.U. dell'Area Vasta 2, imponendo e proibendo alla R.S.U. dell'Area Vasta 2 di inserire anche il simbolo sindacale della FSI nel VOLANTINO !
Tu come la vedi ?
Da che parte stai ?
Ti senti “rappresentato” da quelle OO.SS. “provinciali/regionali” che (giustamente) critichi per varie ragioni (giusto) … o “rappresenti” la R.S.U. dell'Area Vasta 2 ?
Con affetto, ed invariata stima, Giacomo Mancinelli

AREA GUASTA

23 ottobre, 21:03
Il sindacato che non c’é
La Sanità vista dagli operatori – dal territorio all’ospedale

...Un gruppo nutrito di operatori della sanità marchigiana sindacalizzati e non, di diverse estrazioni professionali e politiche...

Mi sa che se non passate dalle parole ai fatti diventerete tutti: " Un gruppo DE-NUTRITO di operatori della sanità marchigiana... perchè non avrete più lo stipendio per sfamarvi.
SVEGLIAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!

maurizio ercolani

25 ottobre, 18:19
i fatti possiamo farne pochi, purtroppo, cercheremo di fare ancora di meglio in futuro. Giacomo sa bene che la non adesione della FSI è un problema interno alla rsu. su cui non voglio dibattere. la vergogna del concorso per difrigente la condividiamo e l'abbiamo portata all'attenzione di tutti i tavoli decisionali. ma tu, ti senti rappresentato dall CGIL confederale e dalla FP CGIL regionale, che non condividono i nostri luoghi di lavoro? come vedi problemi ne abbiamo tutti. da parte mia, insieme ad altri colleghi, sindacalizzati e non, abbiamo deciso di iniziare un progetto di lavoro insieme. il documento è un primo elaborato di quanto abbiamo discusso. se ti piace ne sono contento. come sai la tua opinione per me conta, e molto. ciao