Nuovo statuto Astea, il presidente Mengoni: 'Pugnaloni sbaglia'

Giancarlo Mengoni 06/08/2012 - Talvolta il disappunto dovrebbe basarsi su una corretta interpretazione dei fatti ed invece ancora una volta (mi auguro non volutamente) il consigliere comunale del Pd Simone Pugnaloni ha travisato le modifiche apportate allo statuto del gruppo Astea.

L’azione amministrativa di Comune e presidenza è sempre stata mossa dall’obiettivo di fare gli interessi pubblici e della collettività alla quella vengono offerti i nostri servizi. Innanzitutto occorre chiarire per l’ennesima volta che la modifica dello Statuto non fa nessun riferimento al socio privato e ai suoi poteri. Tale modifica è un adempimento a quanto previsto dalla delibera dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas (AEEG) in materia di equiparazione funzionale.

La figura del Gestore Indipendente (obbligatoria per legge) è rappresentata da un consigliere del socio privato che ha delegato i suoi poteri a funzionari di Astea cosi da rispettare quanto deliberato dal Consiglio Comunale per cui la governance deve restare in mano ai soci pubblici.

Per quanto riguarda Astea Energia il socio privato detiene il 5,95%, mentre l’Astea il 94,05%; quindi, pur essendo il ruolo del socio privato importante da un punto di vista gestionale e operativo, è chiaro che la maggioranza è detenuta dal socio Astea che individua le strategie aziendali da perseguire e che sono sempre orientate al consolidamento ed alla crescita delle proprie attività, anche attraverso politiche di aggregazione.

L’obbligo di separazione funzionale riguarda le imprese verticalmente integrate che svolgono contemporaneamente attività di distribuzione e di vendita di energia elettrica e gas, come è in effetti il caso del Gruppo Astea. Tale obbligo è del tutto indipendente rispetto alla norma in tema di separazione societaria che fa riferimento ai 100.000 clienti finali di cui al D.L. 73/2007.

In altre parole, assodato che l’Astea non è obbligata a procedere alla separazione giuridica, non può però sottrarsi all’obbligo di rispettare le norme in tema di separazione funzionale.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-08-2012 alle 16:39 sul giornale del 07 agosto 2012 - 3289 letture

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"Talvolta il disappunto dovrebbe basarsi su una corretta interpretazione dei fatti...", talvolta? Se il buon giorno si vede dal mattino...

E' tutta questione di ............. classe, avendocela.

"Talvolta", anche chi scrive "per conto di", dimostra di essere di una classe superiore.
At salut.