PD, il bilancio del 2011 e le azioni che il partito intende promuovere nel 2012

PD provinciale, il bilancio del 2011 11' di lettura 22/12/2011 -

“E’ stato un anno pieno di fatica ma non senza risultati. Le vittorie alle amministrative di Camerano, Loreto e Cupramontana, abbiamo mandato a casa Berlusconi e siamo diventati il primo Partito a livello nazionale oltre a consolidare la nostra leadership a livello provinciale rafforzando anche il nostro radicamento grazie alla costituzione dei coordinamenti di zona”.



“Abbiamo presentato il nostro progetto per il Lavoro, i Servizi pubblici locali, la Sanità, l’Agricoltura, la Cultura, le Micro e Piccole Imprese, il rilancio di Fincantieri. Insomma abbiamo seminato per il futuro, pensando alle amministrative di primavera (Jesi, Fabriano, Rosora e Corinaldo) ma con lo sguardo attento già rivolto alle elezioni politiche del 2013”.

Con queste parole il Segretario provinciale, Emanuele Lodolini, si è rivolto ai cronisti stamani in occasione del tradizionale incontro con la stampa per lo scambio degli auguri di Natale e Capodanno. “Ora ci aspetta un anno difficile ma lavoreremo per far emergere le nostre proposte, la nostra solidità e sicurezza di guida in un tornante molto difficile per il Paese e per il nostro territorio". Oltre al Segretario provinciale erano presenti Francesco Rossetti (vice Segretario), Massimo Costarelli (coordinatore Area Vallesina), Franco Federici (Segretario Falconara e Area Bassa Vallesina), Gerardo Galeazzi (coordinatore Area Aspio Musone), Cristian Mazzoni (coordinatore Area Misa), Roberto Piccinini (tesoriere).

Quindi il Segretario Lodolini si è soffermato sulla crisi appena affrontata nel nostro Paese: " Piena condivisione sulla strategia nazionale del Pd che ha portato prima alle dimissioni del Governo Berlusconi e poi alla nascita del Governo Monti. Se da un lato la Finanziaria risponde pienamente alle esigenze di rigore che l'attuale situazione di crisi richiede per non farci finire come la Grecia, dall'altro si poteva fare di più sul lato dell’ equità nella distribuzione dei sacrifici. Restano infatti limiti sia sul terreno del prelievo sui grandi patrimoni e della lotta all'evasione che su quello delle azioni per la crescita e lo sviluppo, e permane l'esigenza di migliorare i provvedimenti in materia pensionistica sia sul terreno dei lavoratori precoci che su quello dei lavoratori avviati verso la pensione in percorsi di crisi aziendale. Siamo inoltre consapevoli che è quanto mai urgente dare un forte segnale di sobrietà sul terreno della riduzione dei costi della politica. Per questo riteniamo giusto operare per armonizzare le indennità dei Parlamentari alla media europea nei tempi previsti dal decreto Monti e valutiamo positivamente l’avvio della riduzione dei costi della politica regionale”.

Nel corso di questo 2011 il PD della provincia di Ancona ha organizzato centinaia di dibattiti in tutto il territorio sui principali temi di attualità politica nazionale e locale, con il coinvolgimento di tutti gli interlocutori sociali, economici, culturali del nostro territorio. Ma la situazione politica e la grande emergenza sociale impongono anche per questo 2012 di non tirare i “remi in barca” e di affrontare le questioni che fanno parte dell’agenda politica del Paese e del nostro territorio.

1) IL LAVORO - Secondo i dati in nostro possesso la situazione economica sul fronte occupazionale è preoccupante. Nel secondo trimestre 2011 i dati Istat mostrano un aumento dei disoccupati rispetto al secondo trimestre 2010 ma una diminuzione rispetto al II trimestre 2009, apice della crisi. Si rileva una crescita tendenziale della domanda di lavoro con un saldo assunti cessati positivo e una contestuale diminuzione del ricorso agli ammortizzatori sociali. Il secondo trimestre 2011, sulla base dei dati di fonte Istat, pone in luce un calo pari allo 0,6% degli occupati mentre aumentano contestualmente le persone in cerca di occupazione (+7,6%). In questo 2011 abbiamo promosso due Conferenze provinciali per il Lavoro, nei mesi d maggio e dicembre. La priorità ora e’ dotare il mercato del lavoro di ammortizzatori sociali adeguati che proteggano chi ha perso l’occupazione. Il primo passo e’ consentire ai lavoratori di andare in pensione con le vecchie regole previdenziali nel caso in cui si siano licenziati prevedendo di andare in pensione nel 2012 o 2013.

Lavoratori che resteranno senza stipendio, senza mobilità e senza pensione per tre o quattro anni e che faranno fatica a sopravvivere. In questo contesto, che vede l’incremento delle crisi aziendali e della disoccupazione, e’ del tutto improprio pensare che il problema sia quello dell’articolo 18. A livello locale, con le forze sociali ed economiche, ci siamo confrontati in diverse occasioni per monitorare le diverse situazioni aziendali che versano in condizione di crisi, con l’obiettivo di accogliere le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori per cui si sono già attivati e sono notte tempo impegnati i nostri amministratori ad ogni livello Regione, Provincia e Comuni. L’obiettivo è far luce sulle diverse situazioni di crisi aziendali ed occupazionali e di valutare le ricadute sul territorio proponendo anche idee e soluzioni per mantenere in provincia, soprattutto nel settore manifatturiero, ma non solo, un’adeguata presenza di unità produttive attraverso le politiche di innovazione e ricerca, la difesa del made in Italy, politiche di riconversione industriale, politiche per la flessibilità della produzione, che dovranno riempire di contenuti il Patto per il Lavoro e la coesione sociale cui stiamo lavorando.

Teniamo i piedi nella crisi, ma la testa oltre per ragionare attorno a un nuovo modello sviluppo per il nostro territorio. In provincia c'è un clima positivo nella collaborazione con sindacati, associazioni di categoria e agricole, per il quale siamo impegnati dal 2008 con incontri, relazioni, focus di approfondimento tematico, offrendo luoghi e spazi di confronto, anche pubblico. Questo clima positivo può essere la migliore garanzia che nella nostra provincia si affrontino e si concretizzino le migliori pratiche di condivisione e unità per lo sviluppo e la crescita, per l’equità e coesione sociale e per la salvaguardia dell’occupazione quale priorità assoluta.

2) SALUTE E WELFARE DI COMUNITA’ - La crisi economica, la precarizzazione del lavoro, la disoccupazione giovanile, l’invecchiamento della popolazione, l’allentamento dei legami familiari e l’indebolimento dei legami sociali sono i fattori che nell’ultimo decennio hanno messo a dura prova la tenuta del nostro sistema di welfare. Un sistema di diritti sociali in grado di dare attuazione alla pari dignità sociale richiamata nell’articolo 3 della nostra Carta costituzionale e avviato dal Governo Prodi con la legge 328 é stato smantellato dalle politiche dei tagli lineari delle manovre di luglio del governo e dalla legge delega per la riforma assistenziale al governo. Per la nostra Regione il sistema di welfare ha rappresentato non solo la salvaguardia di un modello di coesione sociale, ma un importante fattore di sviluppo. La sussidiarietà per noi non è contrapposizione pubblico-privato, ma la promozione di una vera corresponsabilità dei diversi attori espressione della società civile, chiamati ad agire fino in fondo la propria responsabilità. Un welfare di comunità si rafforza se può far leva sulla responsabilità di tutti i soggetti pubblici e privati. Aziende pubbliche di servizi, associazioni, fondazioni, imprese profit e no profit rappresentano un patrimonio di competenze ed innovazione nella gestione dei servizi in grado di svolgere un ruolo fondamentale nella rete dell’offerta.

Solo un pubblico capace di rafforzare il proprio ruolo di programmazione, regolazione e controllo può promuovere appieno il contributo di capacità gestionale, flessibilità, conoscenza della domanda, prossimità al territorio che possono offrire nella gestione dei servizi questi soggetti privati. Non possiamo accettare l’idea che sempre più cittadini vengano abbandonati ed esclusi dal sistema dell’offerta, che sia un privilegio per pochi godere di un sostegno pubblico, che le calanti risorse pubbliche restringano la platea dei beneficiari. Il nostro sistema di welfare sarebbe così destinato a perdere non solo le sue caratteristiche di universalità, ma anche di equità. È compito del pubblico difendere questo sistema di valori alimentando il capitale sociale e la cultura civica per estendere l’esigibilità dei diritti sociali. Riaffermiamo con forza i valori “forti” che costituiscono la base di un sistema sanitario: equità, universalità e solidarietà tutto in un quadro di efficienza e di qualità.

In tal senso, il nostro Sistema Sanitario Regionale è la risposta più coerente ed economicamente più sostenibile alla crescita costante della domanda di salute e assistenza da parte dei cittadini, soprattutto in questo momento di difficoltà economica e sociale. Su questi capisaldi e su questi valori il PD provinciale insieme ai sui rappresentanti in consiglio regionale ha inteso svolgere un ruolo da protagonista nello sviluppo e nel miglioramento del Piano Socio Sanitario sempre e comunque mettendo al centro di ogni ragionamento la qualità dei servizi erogati al cittadino. Abbiamo ribadito la centralità dell’Ospedale di Torrette quale Ospedale di alta specialità e di tutte le Marche. Ciò significa che gli Ospedali di rete di Jesi, Fabriano, Senigallia, Osimo (nuovo Inraca) non possono essere Ospedali definiti “Attività a minore complessità”, bensì Ospedali che in un’ottica di rete in Area Vasta esprimono al meglio le loro eccellenze e in tal senso vanno potenziati. Si ritiene fondamentale, nell’ottica di una sempre maggiore integrazione socio-sanitaria e di potenziamento dei servizi distrettuali e delle cure primarie, non separare le funzioni ospedaliere da quelle territoriali, bensì integrarle sempre di più anche per evitare la proliferazione di nuove aziende ospedaliere che poco hanno a che fare con la recente riorganizzazione del sistema sanitario regionale.

3) SERVIZI PUBBLICI LOCALI - I servizi pubblici locali, anche per la loro rilevanza economica, sono una delle leve per migliorare la qualità ambientale e sociale dei territori e delle città, sono un’opportunità di investimento, di lavoro e di innovazione. Entrano nella vita quotidiana di famiglie e imprese, svolgono un essenziale ruolo sociale. Possono contribuire a rafforzare, coi loro sistemi a rete, le infrastrutture, le relazioni tra territori e la collaborazione tra le comunità.

Direzioni provinciali PD, incontri di studio e lavoro. Conferenze tematiche. Dopo oltre due anni di lavoro e di approfondimento il PD della provincia di Ancona può presentare oggi un quadro organico di proposte in materia che impegna il Partito ed i suoi Amministratori, ad ogni livello, a concretizzarlo in tempi brevi per un sistema che continui ad assicurare in primo luogo in tutto il territorio provinciale i servizi a tutti i cittadini, secondo principi di accessibilità, economicità e sostenibilità (documento consultabile al sito internet www.pdancona.org)

4) PROVINCIA - Per quello che concerne il capitolo del riassetto istituzionale del Paese intendiamo ribadire la nostra opinione: massima disponibilità e volontà, soprattutto di fronte ai pesanti sacrifici chiesti ai cittadini, a ragionare sul riassetto a partire dai rami alti (riduzione del numero dei parlamentari, fine del bicameralismo perfetto, istituzione del Senato delle Regioni ecc) fino a giungere ai livelli territoriali. In particolare però sul capitolo delle Province l’art 23 del decreto “SalvaItalia” è caotico e non organico. Relativamente al cosiddetto “commissariamento” delle otto province in scadenza nel 2012, avevamo chiesto al Governo che si procedesse ad uno slittamento della data di elezioni per queste otto Province, in attesa che la Legge statale venisse approvata e quindi rendesse più omogenea nel territorio nazionale la situazione delle Province. Il Governo, su questo punto, ha ritenuto di procedere in altra direzione. È ovvio che l’approvazione del decreto “SalvaItalia” per la parte riguardante le Province imporrà al nostro Partito e ai gruppi parlamentari di Camera e Senato, di concerto con i livelli territoriali, un immediato lavoro per predisporre la nostra proposta di riordino complessivo del sistema delle autonomie locali.

Chiederemo agli amministratori locali e alle forze economiche e sociali di essere protagonisti del progetto di riforma del sistema delle autonomie locali, per essere conseguenti alla nostra idea di ammodernamento del Paese. Per tali motivazioni, in un contesto siffatto, aumentano le responsabilità e con esse il ruolo del PD della provincia di Ancona che non subirà gli eventi ma sarà protagonista del cambiamento. Dopo le feste si apre la discussione su cosa dovranno essere le nuove Province, compresa la nostra, di cosa dovranno occuparsi, quali funzioni dovranno passare ai Comuni e alle Regioni. Siamo a fianco dei dipendenti della Provincia di Ancona la cui esperienza e competenza dovrà continuare ad essere al servizio della comunità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-12-2011 alle 16:45 sul giornale del 23 dicembre 2011 - 722 letture

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