Dino Latini replica al Due di Denari su Robur e Palabaldinelli

Dino Latini 4' di lettura 05/12/2011 -

Mi sono stati fatti pervenire due comunicati dell’associazione culturale Due di Denari sulla questione della Robur e del PalaBaldinelli, alla ricerca di colpevoli del fallimento della prima e dello scarso utilizzo del secondo. Non sapendo come raggiungere l’associazione di cui sopra, uso lo stesso mezzo affidandomi ai medesimi intermediari.



E’ evidente il tentativo di accostare le “accuse” dell’associazione culturale anche al mio nome. Non mi sottraggo, come sempre, né alle responsabilità né alle risposte.

E’ mia precisa responsabilità aver salvato (insieme a tutta l’amministrazione di allora) la Robur nel 2004 e di aver fatto comunque realizzare il PalaBaldinelli, come è mio errore aver collaborato per la gestione (i cui bilanci sono pubblici) della stessa società, da allora alla fine della stagione sportiva 2010/2011, per mantenerla ad un livello agonistico importante e di aver consentito così, insieme ad altri, anche la crescita del suo movimento giovanile (non sempre adeguatamente valutato). Non mi pento di averlo fatto, come ho partecipato all’attività delle altre società sportive.

Dal 2008 la società sconta l’improvviso venir meno di un importantissimo sponsor (a causa della prima crisi finanziaria internazionale) che ha ovviamente determinato delle difficoltà, solo in parte superate, ma che nel corso delle due stagioni sportive successive hanno mostrato il loro perdurare e il loro acuirsi, oltre ogni ragionevole volontà del c.d.a. della Robur, convinto di voler (e dover) comunque proseguire l’attività della prima squadra, anche sotto l’incalzare delle polemiche di coloro che volevano che la Robur andasse avanti “a tutti i costi”.

Proprio per non far venire meno il mio impegno personale nell’ottobre 2009 ho accettato di entrare nel c.d.a. della Robur e mi sono dimesso solo nel maggio scorso, quando le polemiche dei “soliti noti” incidevano, come hanno inciso, nell’equilibrio del c.d.a. e nelle scelte che tutti insieme si dovevano compiere, ritenendo che giocare allo sfascio come si stava facendo non era giusto. Rimango però presente per il presente e il passato a rispondere di ciò che è stato compiuto. Non fuggo.

I soci della Robur (che non sono nè il Comune né i politici, ma, dal febbraio 2008, importanti soggetti imprenditoriali privati e liberi professionisti di prestigio) all’assemblea della società della primavera scorsa, hanno espressamente deliberato che il c.d.a. poteva proseguire l’attività per la stagione 2011/2012, solo se era certo delle entrate necessarie al budget di un campionato di B (a tale si sarebbe stata iscritta la Robur prima squadra), pari a circa 250 mila euro. Rischio che il c.d.a. non ha voluto né potuto correre, perché la situazione economica del bacino di Osimo, da cui derivano le sponsorizzazioni sono sotto gli occhi di tutti, dal punto di vista della loro scarsità e perché le ferite dell’improvviso mancare dello sponsor di cui sopra, erano e sono ancora aperte. L’assenza della prima squadra non ha fatto venir meno però quelle dell’intero settore giovanile, grazie soprattutto alla collaborazione assolutamente volontaria di molti genitori.

Vi è in piedi, è vero, il problema dell’uso del PalaBaldinelli, soprattutto per la squadra under 19 della Robur, impedito per il mancato completo pagamento delle spese di utenza dello scorso anno agonistico. Si ricorda che dal 2006 il PalaBaldinelli è stato utilizzato non solo dalla prima squadra (come era stabilito all’inizio della gestione), ma anche dalle altre squadre del settore giovanile della Robur stessa, per cui il costo dell’impianto in termine di utenze è lievitato, non essendo nel corso degli anni, più sufficiente per coprirlo i contributi e le sponsorizzazioni a ciò destinati. Nel 2010 la Robur ha avuto difficoltà nel pagamento delle stesse utenze e ciò si è ripetuto nel 2011, per cui giustamente la Astea s.p.a. ha imposto il pagamento arretrato delle medesime, prima di concedere l’utilizzo dell’impianto per il 2011/2012. Ad oggi ciò non è ancora avvenuto e la ricerca di una soluzione al problema non è semplice, ma so che ci si sta lavorando.

Ad oggi quindi la Robur non è fallita e annunciarlo, come si sta facendo è un errore. Prima della fine dell’anno verrà approvato il bilancio della stagione agonistica 2010/2011 e si potrà sia modificare gli assetti societari sia la composizione del c.d.a.. Le persone che vogliono interessarsi alla Robur come stanno facendo i componenti dell’associazione culturale in argomento hanno una buona occasione per tramutare le loro proteste in utili proposte.

Per quanto riguarda il nuovo palazzetto dello Sport esso è ormai (anche privo delle attività della prima squadra della Robur) pieno di attività sportive sia durante la settimana sia durante le festività e ritengo che la sua gestione tramite la Geosport stia andando nella direzione voluta da chi lo ha fatto realizzare. Molte società lo ritengono baricentrico, facilmente da raggiungere, con ampi spazi di supporto e soprattutto polivalente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-12-2011 alle 17:51 sul giornale del 06 dicembre 2011 - 844 letture

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