Castelfidardo: 'Porta a Porta' diffuso sul 90% del territorio

3' di lettura 25/10/2010 -

Il “Porta a Porta” è stato esteso anche alle frazioni di San Rocchetto, Campanari, Acquaviva e nelle strade di collegamento arrivando a coprire nel mese di ottobre 16266 utenze, pari al 90% della popolazione. Di pari passo, si è intensificata l’attività degli ispettori ambientali autorizzati dal Comune a svolgere controlli sistematici sulla correttezza dei conferimenti effettuati.



Ha raggiunto la quasi totalità del territorio: ora, più che mai, non ci sono più “scuse” e dipende dai cittadini far sì che la raccolta differenziata raggiunga gli standard prefissi pena sanzioni ministeriali, ossia il 50% di media entro la fine dell’anno. Come annunciato, il “Porta a Porta” è stato esteso anche alle frazioni di San Rocchetto, Campanari, Acquaviva e nelle strade di collegamento arrivando a coprire nel mese di ottobre 16266 utenze, pari al 90% della popolazione. Una mappatura ormai completa in virtù della quale l’Amministrazione sta riorganizzando la distribuzione delle campane di plastica e vetro (per le quali non c’è il ritiro domiciliare) potenziandone la presenza nelle zone ove il sistema è entrato ora a regime. Di pari passo, si è intensificata l’attività degli ispettori ambientali autorizzati dal Comune a svolgere controlli sistematici sulla correttezza dei conferimenti effettuati. Se è vero che la percentuale di differenziata si è sensibilmente alzata, larghissimi sono infatti i margini di miglioramento e gli aspetti da puntualizzare.

A fronte di cittadini e di zone “virtuose” dove effettivamente la separazione delle frazioni carta-cartone-tetrapack, umido e indifferenziata viene eseguita con precisione, permane una fascia di indisciplinati che compromette l’impegno altrui. Di qui il lavoro degli ispettori, che indirizzano il raggio della propria azione sulla base di segnalazioni e di un calendario di sopralluoghi giornalieri con finalità preventive e repressive. Il tempo dei semplici “avvertimenti” è però ormai superato: i cittadini colto in fallo sono stati inizialmente bonariamente ripresi e “istruiti”, ma ora scatta l’applicazione delle sanzioni e l’eventuale avviso alle autorità competenti qualora si verifichi il caso estremo di rifiuto “pericoloso”. Le scorrettezze più ricorrenti riguardano: l’abbandono dei sacchetti di indifferenziata nei pressi o all’interno dei cassonetti deputati ad accogliere altro tipo di scarto; la pessima abitudine di lasciare rifiuti ingombranti come reti, complementi di arredo e quant’altro per strada o taniche e bottiglie di olio sia di uso domestico che da motore nelle vicinanze dei raccoglitori di olio esausto.

Come già avvenuto, oltre ad intervenire in flagranza di reato, gli ispettori possono inoltre risalire all’identità del cittadino indisciplinato aprendo il sacchetto e verificandone il contenuto: un miscuglio di organico ed indifferenziata “scaricato” ad esempio nei cassonetti della plastica è suscettibile di sanzione. Considerato che le zone dove si registrano maggiori episodi di rifiuto selvaggio sono purtroppo le piazze la cui dignità e decoro urbano andrebbe a maggior ragione salvaguardato e le zone industriali e visto che Anconambiente sta già effettuando passaggi anche supplementari, ora non resta che attenersi alle semplici regole del “Porta a Porta”. Giova per altro ricordare che oltre alla raccolta domiciliare di carta-cartone-tetrapack, umido e indifferenziata, esistono i contenitori stradali per la raccolta di oli esausti, abbigliamento, pile, medicinali scaduti, oltre che per vetro-metalli e plastica.

Sono inoltre attivi servizi completamente gratuiti: il ritiro degli sfalci e delle potature, e quello degli ingombranti: basta telefonare allo 0712809836 o al numero verde 800 680 800 o conferirli al Centroambiente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2010 alle 18:33 sul giornale del 26 ottobre 2010 - 584 letture

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