Latini (API): 'Alloggi popolari, va rivista la legge sulla graduatoria'

Dino Latini 1' di lettura 24/10/2010 -

“Un passo in avanti verso una riforma nel presupposto della residenzialità va fatto” dichiara Latini. Rimanendo la norma così com’è, è difficile che le esigenze, in termini di alloggi popolari di chi vive e lavora da sempre nella specifica comunità marchigiana possa essere messo nelle stesse condizioni di partenza voluta dalla legge.



Per il Consigliere Regionale e Presidente della II° Commissione Bilancio e Finanze Dino Latini in merito alla questione degli alloggi popolare vuole essere concreto con l’attualità del problema. Rimanendo la norma così com’è, è difficile che le esigenze, in termini di alloggi popolari di chi vive e lavora da sempre nella specifica comunità marchigiana possa essere messo nelle stesse condizioni di partenza voluta dalla legge.

“Un passo in avanti verso una riforma nel presupposto della residenzialità va fatto” dichiara Latini. In tal senso, bisognerebbe porre una condizione di essere almeno da 5 anni presente stabilmente sul territorio di riferimento da parte di chi presenta la domanda, non equivale certamente ad una disparità di trattamento nei confronti di nessuno e dall’altra evidenzia un rapporto certo, stabile e futuro tra soggetto richiedente, la sua famiglia e la comunità in cui è inserito. Tale modifica potrebbe far venire meno alcune delle cause di contestazione nei confronti dei comuni e della regione di molte persone che non riescono a comprendere perché non ottengono, a differenza di altri, l’agognata abitazione.


da Dino Latini
Consigliere Regionale Api - Liste Civiche per l'Italia





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-10-2010 alle 14:35 sul giornale del 25 ottobre 2010 - 1608 letture

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La materia dell'Edilizia Residenziale Pubblica è di competenza regionale. Introdurre come requisito i 5 anni di residenza andrebbe conto un principio già in essere in altri Paesi europei, cioè che il diritto alla casa costituisce diritto fondamentale e inalienabile che deve essere garantito a tutti i cittadini - italiani o di altra origine - che si trovino in condizione di difficoltà alloggiativa. Ciò significherebbe che nell’ambito della propria potestà legislativa, ogni regione possa definire requisiti di accesso all’Edilizia Residenziale Pubblica completamente diversi l’una dall’altra, slegati dalla finalità sociale del patrimonio e dalla condizione oggettiva di bisogno delle famiglie, con declinazioni discriminatorie e di esclusione nei confronti di settori della domanda economicamente e socialmente più deboli. Ma posizioni di questo tipo di solito sono molto amate da forze politiche di verde vestite.