Biscarini (PD): 'La Bruno da Osimo e il favor aedificandi'

3' di lettura 15/10/2010 -

Da molto tempo per la Bruno da Osimo ormai è stato deciso di fare una operazione immobiliare. Si venderà lo stabile per costruirvi abitazioni di pregio come è stato candidamente scritto. Questo è l’obbiettivo primario. Tutto il corollario si può discutere. Ogni giorno vengono inventate soluzioni nuove. L’importante è vendere lo stabile. I problemi dei bambini, del centro storico, dei commercianti, vengono dopo.



La assemblea promossa dalle liste civiche è stata molto istruttiva. Quello che doveva essere un incontro con i cittadini si è rilevato come un maldestro tentativo di celebrare le sorti magnifiche e progressive della formazione di Latini and Company. E come al solito il Sindaco mi ha impedito di terminare l’intervento. Invece che interloquire si è sfiancato l’uditorio con la propaganda. Invece che ascoltare proposte, idee e suggerimenti da un’aula che raccoglieva il meglio di quanto esista oggi nella città nel settore della educazione, la si è bombardata di parole. C’erano tante insegnanti di cui abbiamo sperimentato in questi anni passione e competenza, c’erano genitori che si impegnano per ottenere una scuola adeguata per i propri figli. C’erano nonni. Un capitale umano di sapienza e di consapevolezza mortificato dalle Liste Civiche, una delle quali- Liberi e Forti- qualche giorno prima si era permessa di insultare i Comitati, paragonandoli alle Brigate rosse.

Ci sono state fatte vedere le scuole realizzate di questi dieci anni. Ma chi ha fatto crescere la città a dismisura riempiendola di cemento? Chi ha costruito case sopra case, capannoni vuoti accanto a capannoni vuoti, dappertutto? Non si sapeva che con le case sarebbero venuti i bambini ? Adesso i bambini sono troppi e le scuole non bastano. La stella polare che ha guidato l’iniziativa delle Liste Civiche è stata la valorizzazione della rendita urbana. Valorizzazione che ha arricchito pochi personaggi noti e ha consentito al Comune spese elettorali. Ed alle Liste Civiche di fare i manifesti 6x3. Ma ha riempito la città di cemento ed ha distrutto uno dei più bei paesaggi italiani. E’ la stessa logica che guida le scelte per la Bruno da Osimo. Da molto tempo ormai è stato deciso di fare una operazione immobiliare. Si venderà lo stabile per costruirvi abitazioni di pregio come è stato candidamente scritto. Questo è l’obbiettivo primario. Tutto il corollario si può discutere. La povera assessora Giacchetti si arrabatta. Ogni giorno vengono inventate soluzioni nuove. L’importante è vendere lo stabile. I problemi dei bambini, del centro storico, dei commercianti, vengono dopo.

L’acquirente sarà una persona che saprà far fruttare bene l’investimento. Su chi sarà, noi abbiamo un sospetto. Ce lo hanno fatto venire gli interventi in corso nel centro storico della città di cui hanno parlato i giornali. Sopratutto ce lo ha fatto venire un signore che se ne intende. Si chiama Paolo Gubinelli. Di mestiere fa il Pubblico Ministero ed ha studiato le carte osimane. Ha scritto: “ non vi è dubbio che l’amministrazione comunale di Osimo abbia in plurime occasioni operato al limite della legge ( a volte anche oltre) e con evidenti finalità a favorire ove possibile, l’edificazione e l’installazione di impianti a volte a scapito dell’ambiente e della qualità complessiva del territorio( una tendenza che in seguito definiremo favor aedificandi)”. Ecco , la nostra opinione è che i problemi della Bruno di Osimo si chiamino, appunto, “favor aedificandi”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-10-2010 alle 17:08 sul giornale del 16 ottobre 2010 - 834 letture

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