Sulle mense, il Comune: tutta questa polemica per 37 centesimi in più?

soldi 3' di lettura 24/04/2010 - In relazione all’aumento della quota fissa per le refezioni scolastiche, va doverosamente ricordato che quest’anno il Comune di Osimo si è dovuto sobbarcare l’onere di provvedere, tramite la sua società Asso, alla surroga di diverse funzioni venute meno.



In relazione all’aumento della quota fissa per le refezioni scolastiche, va doverosamente ricordato che quest’anno il Comune di Osimo si è dovuto sobbarcare l’onere di provvedere, tramite la sua società Asso, alla surroga di diverse funzioni venute meno nel settore scolastico locale, a seguito dei tagli governativi che hanno portato alla decurtazioni degli organici. Per questa ragione, dopo una riunione con i tre presidi osimani, si è dovuto procedere a una modifica della quota fissa per la refezione, non ponendola tuttavia a carico integrale delle famiglie. Come si evince dalla delibera n. 69 del 17 marzo scorso, infatti, tale incremento è stato accollato per la sua quota maggioritaria – il 55 per cento – dal Comune di Osimo per una maggiore spesa a carico del bilancio di euro 61.773,56; mentre il restante 45 è stato posto a carico delle famiglie. E siccome il costo giornaliero del servizio mensa è dato dal costo del pasto, più quello percentuale della quota fissa mensile, se ipotizziamo la fruizione della mensa per l’intero arco di un mese, l’aumento a carico delle famiglie si attesta su euro 0,374 al giorno.

Tutta questa polemica per un aumento di 37 centesimi! E si deve ricordare poi che il servizio mensa è un servizio a domanda individuale, assolutamente non obbligatorio e per il quale le norme sulla finanza locale prevedono la integrale copertura dei costi da parte dei fruitori, cioè delle famiglie. Ciò nonostante, il Comune di Osimo si è fatto carico delle inadeguatezze dello Stato e della incapacità delle Scuole di fronteggiare i pesanti tagli ai propri organici, finanziando con le proprie risorse questi maggiori oneri. Senza dimenticare che le risorse di cui dispone il Comune di Osimo derivano direttamente dalle tasse pagate dai cittadini, per cui in sostanza i costi del servizio mensa non coperti dai fruitori, vengono pagati da tutti gli osimani, anche da quelli che di tale servizio non usufruiscono.

Il Comune di Osimo sarebbe disponibile anche a farsi carico di quel 45 per cento di costo mensa che è attualmente a carico delle famiglie; ma per arrivare a ciò, bisognerebbe per forza di cose tagliare altre spese, per cui il Comitato Scuole sicure dovrebbe indicare alla Amministrazione Comunale quali risorse oggi destinate all’istruzione (manutenzioni ordinarie e straordinarie, edilizia, trasporti, assistenza disabili, eccetera) andrebbero stornate o quali risparmiasi possano fare all’interno della programmazione scolastica dei tre istituti comprensivi. Il Comune fa infine notare che pure in presenza di famiglie che per lunghi periodi non hanno provveduto al pagamento della mensa, non ha mai sospeso l’erogazione del servizio ai soggetti interessati ed anche quando sono state intentate azioni di recupero, è sempre stato favorevole alla più ampia concessione di dilazioni e rateizzazioni e contributi alle famiglie bisognose. Inoltre per le famiglie meno abbienti ci sono le borse di studio istituite con fondi statali erogati alle Regioni e nel bilancio comunale c’è poi una voce che prevede erogazioni proprio alle famiglie bisognose che hanno difficoltà a pagare il servizio mensa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-04-2010 alle 01:20 sul giornale del 24 aprile 2010 - 732 letture

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