Sindaco Simoncini: 'Ora in Regione faremo sentire la nostra voce'

03/04/2010 - Intervista con il Sindaco Stefano Simoncini al termine delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo. Analisi del voto, e qualche anticipazione sul Bilancio di Previsione 2010 che sarà dibattuto in Consiglio il 26 aprile. 

Parliamo di elezioni. A risultati confermati è uscita una nota dell'Amministrazione Comunale che si dichiarava soddisfatta del successo elettorale ottenuto dal candidato Dino Latini e dalle Liste Civiche. Alcuni hanno obbiettato che la vittoria è stata un risultato tutto personale di Latini e che le Liste Civiche non possono "cantare vittoria" in quanto il candidato Latini si è presentato sotto un simbolo diverso (API). Come replica a queste osservazioni?

Intanto non riesco a capire dove traggano soddisfazione i nostri avversari riguardo ai responsi elettorali per poter cantare vittoria. Diamo un po' di numeri che forse dicono di più di quanto possano affermare Strologo & c. per la PDL e Antonelli per il PD. Elezioni regionali 2005: voti a Osimo per candidato presidente popolo della libertà Francesco Massi 6925. Elezioni regionali 2010: voti a Osimo per Marinelli 4561. Saldo negativo di 2364 preferenza al candidato loro. Ma andiamo ai partiti: Nel 2005 Forza Italia 4075 voti mentre Alleanza Nazionale ne ha contati 1479 che sommano 5554 voti; nel 2010 PDL (ovvero F.I. + A.N.) ottengono 3387 voti. Che a casa mia porta un saldo negativo di 2167 voti. Ben oltre il calo percentuale dell'affluenza alle urne generale. Questa perdita di 2167 voti è un successo per Strologo! Ricordo che quest'anno come nel 2005 il centro destra ha corso con due candidati osimani. Ma andiamo al PD. Nel 2010 si attesta su 3928 voti mentre nel 2005 la lista uniti nell'ulivo (DS+ Margherita) racimola 4912 voti, ovvero un saldo negativo di 984 voti rispetto ad oggi. Ma al buon Romeo, che deve mascherare un dato a molti passato inosservato e cioè che se i suoi avessero (forse egli compreso) votato tutti Paola Andreoni, anziché Marco Lucchetti, la Benatti, o Badiali, Paola sarebbe tranquillamente in consiglio regionale, va bene così. Complimenti. Francamente questa cosa mi dispiace, e lo voglio dire pubblicamente a Paola Andreoni, perché penso che due consiglieri della propria città (in maggioranza) per un sindaco… sono comunque meglio che uno. Ho preso a raffronto le elezioni regionali 2005 e 2010 perché è impossibile oltrechè fuorviante, fare un confronto tra due elezioni come le regionali e le comunali. Loro fanno così ma è profondamente errato.

Parliamo di Liste Civiche: Considerando che tanto la Provincia quanto la Regione sono rette dalla stessa maggioranza partitica (PD) non è singolare che al momento il rappresentante delle Civiche in Consiglio Provinciale (Valeriano Catena) sia consigliere di minoranza mentre un altro rappresentante delle Civiche (Dino Latini) è appena entrato nel Consiglio Regionale come membro della maggioranza? Come si spiega o si risolve questa discrasia?

Si spiega con la scelta dell'alleanza programmatica col Governatore Spacca, ovviamente, mentre in Provincia ho avvertito in questi anni ostilità nei confronti del nostro movimento e dell'amministrazione Latini e Simoncini. Vedi, Spacca ha fatto un ragionamento, da rodato politico, molto semplice. Cosa che per esempio la PDL ha escluso a priori. Se in Osimo, città della provincia di Ancona molto importante per diversi aspetti (4^ se ragioniamo solo in termini di abitanti), da oltre quindici anni c'è un movimento civico che raggiunge consensi elettorali notevoli e che si conferma al governo cittadino per tre mandati, perché rinunciare ad un dialogo costruttivo con esso? Perché rinunciare a comprendere le ragioni dei loro programmi e delle loro proposte per quel territorio? Perché evitare il confronto? Non tanto per il ruolo che occupano le liste civiche quanto per la rappresentatività popolare che hanno e per il rispetto che si deve alla loro parte di cittadinanza attiva. L'accordo con Spacca è nato così. Ma la Provincia questo ragionamento non lo fa, almeno finora io non l'ho mai avvertito. Ha preferito dialogare, questo sì in più d'una occasione, solo con le parti politiche a loro affini (leggasi PD e sinistra) per attaccarci in ogni situazione. La soluzione? Noi siamo sempre disposti al confronto sereno e costruttivo. Che ci chiamino.


Parliamo del futuro delle Liste Civiche: dopo le elezioni Regionali le Liste hanno fatto presente il desiderio di allargare la propria rappresentanza all'interno del Consiglio Provinciale che verrà rinnovato nel 2012. Alla scorsa tornata elettorale si presentò Latini come candidato. Lei è forte della sua esperienza di Sindaco e già ha rivestito il ruolo di consigliere provinciale: possiamo ipotizzare una sua futura candidatura alle prossime provinciali?

Mia non credo. Delle liste civiche in API di certo.


Ora che Latini è entrato in Consiglio Regionale possiamo contare su un filo più diretto con quanto avviene a Palazzo Raffaello. Lei come Sindaco di Osimo ha già una idea di quali istanze della nostra città sia il caso di portare all'attenzione della Regione?

Senza dubbio il rapporto, già buono con la Regione, ora avrà decisamente un passo in più. Le istanze sono quelle dei nostri programmi, dei progetti per il territorio che abbiamo e posso assicurare che noi non mutiamo per il fatto che Dino siederà in consiglio regionale la nostra filosofia di fondo. Le istanze legittime del territorio non si svendono e non si sacrificano sull'altare degli interessi delle segreterie provinciali o regionali come hanno fatto altri. Allora, come abbiamo promesso in campagna elettorale, Dino andrà lì per difendere l'assistenza sanitaria sul territorio, per avere un contributo essenziale per le infrastrutture a noi tutti vitali, un pensiero speciale per la sicurezza dei cittadini ed uno sviluppo del tessuto sociale e produttivo che si deve riprendere da questa crisi generale che l'ha investito.


I prossimi impegni: sicuramente l'approvazione del Bilancio di Previsione. Quando verrà discusso in Consiglio? Ci può anticipare qualche punto fondamentale?

Il Bilancio si discuterà il 26 aprile e sarà un bilancio che guarda decisamente al sociale. Ecco, se uno slogan si può coniare per questo bilancio è proprio questo: un bilancio per resistere e sperare. Resistere alla crisi, e dare speranza a chi in questo periodo l'ha perduta. Per consolidare un patrimonio di cose che abbiamo e per ripartire. Il tutto con i vincoli assurdi del patto di stabilità, tanto più assurdi in un momento come questo dove il pubblico potrebbe dare la spinta all'economia locale e ancora di più se si guarda agli obblighi sempre maggiori che lo Stato delega ai Comuni e ai tagli che impone non solo ai Comuni ma anche a tante altri istituzioni.






Questo è un articolo pubblicato il 03-04-2010 alle 14:08 sul giornale del 03 aprile 2010 - 1165 letture

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