Il giorno dei Sacconi: Venerdì Santo, città a lume di torcia per la morte del Cristo

2' di lettura 01/04/2010 - Più di duecento confratelli e consorelle della Confraternita della Pia Unione del Cristo Morto di Osimo rivestiti dei tradizionali sacconi e cappucci neri daranno vita alla suggestiva e tradizionale processione del Venerdì Santo.

Più di duecento confratelli e consorelle della Confraternita della Pia Unione del Cristo Morto di Osimo rivestiti dei tradizionali sacconi e cappucci neri daranno vita alla suggestiva e tradizionale processione del Venerdì Santo. Della processione detta del "Cristo Morto" si hanno notizie fin dal 1564. La processione venne istituita ufficialmente nel 1712 dalla Congregazione della Beata Vergine dei Nobili, la cui perpetuazione venne assunta un secolo dopo, nel 1836, dalla Pia Unione del Cristo Morto e di Maria Santissima Addolorata. Infatti in assenza di un apposito Sodalizio che organizzasse la sacra funzione, il Comune in accordo con i Canonici nominò una apposita Deputazione: il Cardinale Giovanni Antonio Benvenuti, Vescovo di osimo, istituì la "Pia Unione del Cristo Morto" allo scopo di mantenere in vita i riti religiosi e le pratiche della Settimana Santa, in particolar modo le "Tre ore di Agonia" e la processione del Venerdì Santo. Tale denominazione è stata poi abbandonata per quella attuale di Confraternita della Pia Unione del Cristo Morto.


Da allora la Confraternita, ricca oggi di circa 300 iscritti, organizza la processione serale che inizia all'imbrunire. L'ottocentesco "cataletto", sul quale viene adagiato il Cristo Morto, insieme ai simboli della Passione e alle statue dei personaggi ad essa legati, percorrono le tortuose e buie vie del centro storico, illuminate soltanto da torce a muro, accompagnati dai gruppi corali e bandistico intervallati dal suono delle "battistangole" e dai lampioni dei confratelli nei loro abiti tradizionali chiamati "sacconi". La storia della Confraternita e la documentazione della sua attività sono state raccolte in un volume fotografico a cura di Luciano Egidi e Raimondo Lombardi, edito dalla Fondazione "Don Carlo" di Osimo (AN).

(FOTO BRUNO SEVERINI)











Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-04-2010 alle 18:21 sul giornale del 02 aprile 2010 - 3585 letture

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