Depurazione acqua: modello online per contestare le bollette di ottobre

16/10/2009 - La sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 16 luglio 2009 riconoscendo la natura di tributo tanto alla  TIA (Tassa di Igiene Ambientale) quanto alla TARSU (Tassa sull\'Asporto Rifiuti Solidi Urbani) ha decretato l\'illegittimità dell\'applicazione di una ulteriore tassa quale l\' addizionale IVA.

Nella recentissima sentenza della Corte Costituzionale a proposito della regolarità del \"lodo Alfano\" riguardante l\'immunità temporanea a tutela delle 4 più alte cariche dello Stato, abbiamo appreso che ciò è stato giudicato non conforme alla Costituzione della Repubblica Italiana che vuole tutti i Cittadini, Enti, e Società uguali di fronte alla legge. La sentenza è stata quindi recepita ed attuata tanto dal Primo Ministro quanto dal Presidente della Repubblica passando per le rispettive Presidenze di Camera e Senato. Eppure in Italia c\'è chi, palesemente, dimostra di essere al sopra della Legge e della Costituzione con buona pace delle Istituzioni e dei Cittadini.


La sentenza della Corte Costituzionale n. 238 del 16 luglio 2009 riconoscendo la natura di tributo tanto alla TIA (Tassa di Igiene Ambientale) quanto alla TARSU (Tassa sull\'Asporto Rifiuti Solidi Urbani) ha decretato l\'illegittimità dell\'applicazione di una ulteriore tassa quale l\' addizionale IVA. L\'ASTEA, società che nel nostro comprensorio fornisce il servizio di raccolta ed asporto dei rifiuti solidi urbani, in questi giorni, incurante della sentenza, invia agli utenti le fatture emesse il 01/10/09 e riguardante il periodo Agosto e Settembre con l\'immancabile applicazione dell\'IVA sulla tassa dell\'Igiene Urbana. Vogliamo sperare che ciò sia dovuto per un mero errore di distrazione, altrimenti perché non si sarebbero dovuti adeguare alla Costituzione della Repubblica Italiana?


Siamo pronti a cospargerci il capo di cenere qualora l\'ASTEA si degnasse di spiegarci perché è possibile l\'applicazione dell\'IVA sulla Tassa per l\'Igiene Urbana, e qualora esistessero deroghe particolari (che sfuggono alla nostra conoscenza), vorrebbe dire che non è poi così vero che siamo tutti uguali di fronte alla legge. Non ci risulta che aziende come ASTEA possano vantare privilegi rispetto ad altri cittadini compresi il Primo Ministro ed il Presidente della Repubblica.

Chi e come risponderà ai Soci per l\'eventuale danno d\'immagine ed economico in caso di ricorso degli utenti alle vie legali?


A tal proposito i cittadini che vorranno contestare bonariamente le fatture di ottobre, potranno scaricare gratuitamente un modello che troveranno al sito www.rimborsodepurazione.it e spedirlo all\'ASTEA S.p.A. Successivamente saranno resi disponibili anche i modelli per richiedere il rimborso dell\'IVA addizionata alla TARSU / TIA, versata nel corso di cinque anni (salvo nuove disposizioni).


Nel caso dei rimborsi del canone di depurazione non dovuti (che per legge sono scattati dal 01/10/09,) i cittadini stanno aspettando che l\'Azienda comunichi loro in bolletta o tramite altri canali d\'informazione, quali e quante zone sono collegate al depuratore e come intende risarcire il dovuto nel quinquennio 2009/2014 agli aventi diritto, così come disposto dalla Sentenza n. 335 del 10/10/08 della Corte Costituzionale, dalla seguente legge 13 del 27/02/09 e dall\'ultimo decreto firmato del Ministro Prestigiacomo in data 29 settembre \'09.

Pier Luigi Agostinelli


da Pierluigi Agostinelli
Presidente Comitato Quelli che Risparmiano 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-10-2009 alle 12:07 sul giornale del 17 ottobre 2009 - 2615 letture

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