Loreto: il gioco e il mistero, apre la mostra fotografica di Recanatesi

10/06/2009 - \"Il Gioco e il Mistero\" questo è il titolo della mostra fotografica di Roberto Recanatesi che sarà ospitata presso la Sala Espositiva Ex Anagrafe di Corso Boccalini dal 14 al 28 giugno 2009 organizzata con il patrocinio del Comune di Loreto - Assessorato alla Cultura.

La mostra sarà inaugurata domenica 14 giugno 2009, alle ore 18.00, alla presenza delle autorità cittadine e rimarrà aperta fino al 28 giugno con il seguente orario: 18.00 / 20.00 - sabato e domenica 9.30 / 12.30 - 16.00 / 20.00.

Definito come \"un talento innato per la fotografia\" dall\'autorevole critico Armando Ginesi, Roberto Recanatesi, nato e residente ad Ancona, laureato in giurisprudenza, fotografa ininterrottamente dal 1987 ed espone con successo dal 1995 soprattutto nei migliori spazi espositivi marchigiani, ma anche fuori regione.


La sua produzione, sempre apprezzata per la sicurezza espressiva, il rigore visivo, la raffinatezza stilistica, sovente in chiave poetica e nostalgica, abbraccia svariati settori (a partire dall\'amata paesaggistica degli inizi) e si è ormai tramutata in un deciso e pregnante bianco/nero, specialmente in merito a figure ambientate di suggestivo spessore.

Ricercatore instancabile e solitario, restio alle disquisizioni tecniche e a tutto quanto possa in qualche modo coinvolgerlo nel consueto \"giro\" ovvero nei luoghi comuni della fotografia, persegue un personalissimo e tenace ritmo interiore, sulla base di remote e mai sopite emozioni legate soprattutto al suo amore per le arti figurative e lo spettacolo in particolare.


Dispone da sempre di una Yashica manuale, con due obiettivi originali da 28 e 50 mm, e di scarsissima attrezzatura aggiuntiva (una normale Canon, anche se tecnicamente più agguerrita, prevalentemente per le doppie esposizioni), usa raramente il cavalletto, non ama (almeno per ora) il mondo digitale e le diapositive, non stampa e non è mai entrato in camera oscura (lo affida ad esperti stampatori, previe opportune indicazioni) e si dichiara un \"pigro\" e forse un\' \"estraneo\" alla fotografia, argomento di cui infatti, almeno per certi lati, non ama troppo discutere. L\'essenziale per lui è che gli siano restituiti in immagini lontani sogni e (ir)realizzati desideri.

In ogni caso, ha, almeno per il momento, accantonato quelle iniziali predilezioni coloristiche, con toni di accesa e raffinata pregnanza pittorica, che sono state alla base del suo ingresso nel mondo fotografico e che gli procurarono non poche soddisfazioni prima della definitiva consacrazione al bianco/nero.


La musica, il teatro, il cinema, la letteratura sono le componenti decisive e costanti della sua personalità ed, in generale, fotografare per lui significa riunire in una superiore armonia tutto quanto l\'ha profondamente coinvolto sin da bambino.

Tra le sue mostre più significative, costantemente patrocinate da Province, Comuni e altri ragguardevoli enti, non esclusa l\'Assemblea Legislativa Regionale delle Marche: Ancona (Arco Amoroso, Mole Vanvitelliana, Sant\'Agostino, Palazzo Camerata, ex Boutique Ratti, Rettorato, Galleria De Angelis, ecc.), Ascoli Piceno (Sala dei Mercatori, Libreria Rinascita), Pesaro (Galleria Comunale, Sala Laurana), Falconara Marittima (Sala Mercato Coperto), Fano (Auditorium Sant\'Arcangelo), Fermo (Palazzo dei Priori, Caffè Letterario), Jesi (Palazzo dei Convegni), Loreto (Sala Comunale), Porto Recanati (Castello Svevo), Recanati (Atrio Comunale), San Benedetto del Tronto (Palazzina Azzurra), Senigallia (Expo-Ex), … e Numana, Osimo, Porto San Giorgio, Porto Sant\'Elpidio, Serra de\' Conti, Sirolo, ecc. nonché la Galleria Giovenzana di Milano, la Rocca Paolina di Perugia, il Palazzo del Turismo di Riccione e la Sala degli Archi di Rimini.

Sue opere sono in possesso di collezioni pubbliche e private. Hanno scritto di lui, oltre a Ginesi, Sergio Anselmi, Giancarlo Galeazzi, Lucilla Niccolini, ecc...



Scrive di Lui Giancarlo Galeazzi: \" Dei due principali approcci al senso della vita -quello della interrogazione esistenziale e quello della invocazione religiosa- Roberto Recanatesi sembra privilegiare il primo, almeno in questa mostra. E lo fa in modo originale quanto efficace fermando fotograficamente diverse espressioni di quello che è stato definito l\'enigma dell\'esistenza. Il carattere enigmatico dell\'umano esistere è colto da Recanatesi mediante una modalità fotografica che non è semplicemente tecnica, ma anche, e soprattutto, espressiva. Potremmo anzi definirla \"poietica\" nel senso che è tecnica e poetica nel contempo, e concorre a individuare aspetti peculiari dell\'esistenza: dalla disgregazione dell\'identità al suo obnubilamento, dalle alterazioni del volto al suo nascondimento.Viene da chiedersi se le immagini mimetizzate o interrotte o rarefatte della persona, oggetto di queste opere, non vogliano esprimere l\'incompiutezza dell\'uomo, per cui ogni sua rappresentazione troppo precisa finirebbe per tradirlo, ovvero non vogliano esprimere l\'odierna impossibilità a rappresentarlo compiutamente, quasi a dire che è stata smarrita la bussola per orientarsi nella complessità umana. Pensiamo che entrambe le ipotesi siano da tenere presenti, per cui riteniamo che le opere di Recanatesi costituiscano il prodotto riuscito di una ricerca artistica e, insieme, il segnale di una ricerca antropologica, che, per non oltrepassare i suoi limiti, si ferma sulla soglia della rappresentazione; infatti, a ben cercare, si riesce a individuare l\'immagine più o meno frammentata; tuttavia, se si cercasse di ricomporla, si rischierebbe di banalizzarla. Da qui forse il messaggio che ne viene, ossia la denuncia dell\'artificiosità di voler isolare l\'uomo o di volerne dare una immagine definita e definitiva. Così non è, o così non è dato che sia, e allora occorre fermarsi a queste intermittenze antropologiche. Ma ciò è un accontentarsi o non è, invece, proprio l\'approccio che meglio può parlare dell\'uomo e far parlare l\'uomo?\".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-06-2009 alle 16:33 sul giornale del 10 giugno 2009 - 829 letture

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