Ospedale di Rete: presentato in Regione il nuovo progetto

4' di lettura 04/06/2008 - Una struttura assolutamente innovativa, si parla della prima in Italia, che crea un\'interfaccia tra clinica ed istituto di ricerca per anziani. E\' previsto un corpo unico con circa 250 posti letto sistemati in stanze doppie e singole in grado di ospitare dai 13 mila ai 14 mila ricoveri e sei sale operatorie. In totale la superficie coperta sarà di circa 35 mila metri quadri. La struttura costerà circa 70 milioni di euro.

Ha fatto il suo debutto oggi il progetto di una struttura assolutamente innovativa, si parla della prima in Italia, che crea un\'interfaccia tra clinica ed istituto di ricerca per anziani. E\' previsto un corpo unico con circa 250 posti letto sistemati in stanze doppie e singole in grado di ospitare dai 13 mila ai 14 mila ricoveri e sei sale operatorie. In totale la superficie coperta sarà di circa 35 mila metri quadri. La struttura costerà circa 70 milioni di euro, a parte il terreno. Da precisare che l\'elisuperficie ed i parcheggi vanno conteggiati a parte.


L\'assessore alla sanità Almerino Mezzolani ha confermato la scelta di Osimo per l\'ubicazione. Lo ha fatto sulla base di un\'attenta disamina dei bisogni, della domanda e dei flussi di pazienti che gravitano nell\'area metropolitana. I dati presentati confermano infatti che circa il 50% dei ricoveri sono di pazienti over 65 e vanno ad \"intasare\" le strutture come Torrette, che devono essere invece liberate per garantire un livello di assistenza di alta specializzazione. A questa considerazione ne va aggiunta un\'altra: per indicazione ministeriale, 123 patologie, in gran parte relative alle patologie degli anziani, devono essere considerate attività ambulatoriali.


Su questo progetto, considerato di prefattibilità, ma forse anche qualcosa di più, c\'è l\'accordo dei sindaci della zona sud e, adesso, la palla passa ad un tavolo tecnico per valutarne tutti gli aspetti funzionali: infrastrutture di accesso, servizi e quant\'altro. Ugualmente necessario è l\'approfondimento sull\'area di riferimento: oggi si è parlato di San Sabino. Scendendo nei particolari del progetto emerge che il corpo della struttura sarà articolato in tre parti: degenza (8.830 metri quadri), ricerca biomolecolare (5.000 mq), piattaforma tecnologica di diagnosi e cura (6.100 metri quadri). A questi spazi vanno aggiunti i servizi generali sanitari (2.900 metri quadri) e quelli generali non sanitari, come uffici, magazzini, cucina, mensa, bar (6.770).


La struttura clinica sarà in grado di dare totale copertura al fabbisogno attuale e di ospitare qualunque utenza, quindi non solo anziani, dell\'intera area metropolitana sud. Naturalmente, in questa logica è previsto il pronto soccorso, la TAC, la PET, la risonanza magnetica, la dialisi, l\'endoscopia, il centro trasfusionale e la tradizionale diagnostica per immagini.


\"Come promesso - ha detto Mezzolani - presentiamo il progetto di prefattibilità. In questo modo sgomberiamo il campo dai dubbi generati dal ritiro del vecchio progetto. Questa nuova struttura sarà un punto di riferimento per la zona a sud di Ancona ma anche per l\'intera popolazione marchigiana. E\' già prevista nel piano degli investimenti ed è considerato dalla Regione una priorità. Ora il progetto va commisurato all\'area a nostra disposizione, ma qualsiasi siano i risultati cercheremo una soluzione condivisa\". Carmine Ruta, Dirigente Servizio Salute, che ha ideato e illustrato il progetto, ha portato tutta la documentazione a supporto alle scelte effettuate. Ad ascoltarlo erano presenti i sindaci di Camerano Carmine di Giacomo, quello di Loreto Moreno Pieroni e quello di Castelfidardo Mirco Soprani accompagnato dall\'assessore Annamaria Nardella.


Per Osimo c\'erano invece gli assessori Francesco Pirani e Francesca Triscari. Soddisfatto dell\'esito dell\'incontro il presidente Spacca: \"Prende forma - ha detto - l\'Agenzia della Terza Età, nelle condizioni migliori, con un polo clinico di supporto e una struttura innovativa, paragonabile solo a quella di grandi centri metropolitani. Una struttura che è pensata per la longevità attiva, per valorizzare quella parte di vita che può essere ancora utile per tutta la comunità. Non è un caso che sorga nelle Marche, che sono la regione più longeva, dove gli anziani garantiscono una comunità coesa e solidale, attraverso un solido rapporto con le generazioni più giovani\". Spacca ha sottolineato, a questo proposito, che non è un caso neanche il fatto che nelle Marche sia cresciuta e maturata una esperienza nazionale come quella dell\'INRCA.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-06-2008 alle 01:01 sul giornale del 03 giugno 2008 - 1178 letture

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