In 212 tentano l’impresa: crescita dell'artigianato di Ancona Sud

3' di lettura 30/11/-0001 -
Nella zona di Ancona sud le aperture di imprese artigiane superano di 46 le chiusure. In crescita le imprese in quasi tutti i comuni : la performance migliore ad Osimo (+36).

da Confartigianato


Nonostante le difficoltà che il comprensorio di Ancona sud ha dovuto superare, non si è fermata la voglia del sistema produttivo di continuare a crescere. Lo dimostrano i dati relativi alle nuove aperture di attività. Nei primi 10 mesi dell’anno, secondo le elaborazioni di Confartigianato su dati dell’Albo Imprese artigiane, hanno iniziato l’attività in 212 contro le 166 cancellazioni. Nel comune di Osimo la crescita più sostenuta, con un saldo positivo di 36 aziende.

E meno male che c’è il mattone. Al comparto dell’edilizia si deve la maggiore crescita del numero delle imprese artigiane nel comprensorio di Ancona sud ( 98 nuove aperture). Il perdurare del buon momento del mercato immobiliare è alla base della tenuta dell’anagrafe artigiana.

Gli artigiani rappresentano più del 26% del totale delle imprese del territorio.

Quasi tutti i Comuni vedono aumentare seppur di poco il numero delle aziende. Se l’edilizia fa la parte del leone , vanno bene anche il settore alimentare, qualche difficoltà per il comparto dei trasporti ( -8)

Dietro la crescita del settore delle costruzioni si nasconde il saldo negativo di settori fondamentali del made in Italy come il manifatturiero, in particolare il tessile- abbigliamento ( -6 aziende) .

Le difficoltà denunciate dagli artigiani – sottolinea Mario Baffetti presidente della Confartigianato di Osimo– hanno bisogno di risposte immediate.

Si teme un ulteriore aumento dei costi sia sulle aziende sia sulle famiglie con inevitabili riflessi sulla competitività delle aziende e sulla minor propensione ai consumi. Proprio per questo è necessario dare alle imprese segnali precisi che restituiscano fiducia e voglia di investire.

A nascere non sono soltanto le imprese individuali che da sempre costituiscono il nucleo dell’artigianato. Sempre più neoimprenditori danno vita a società a responsabilità limitata unipersonali o a società di persone, un segnale chiaro dell’evoluzione di un settore che guarda a nuove forme societarie per innovarsi ed essere sempre più competitivo.

Per quanto riguarda le prospettive di occupazione dipendente, è l'edilizia il settore in cui le piccole aziende prevedono il maggior numero di assunzioni. Ma i piccoli imprenditori denunciano anche difficoltà notevoli a reperire manodopera per la carenza della necessaria qualificazione.

Se l’artigianato resiste all’incalzare delle difficoltà e degli ostacoli – dal fisco alla burocrazia esasperante, alla carenza delle infrastrutture e quant’altro, sottolinea Filippo La Rosa responsabile sindacale della Confartigianato di Osimo – è merito esclusivo delle sue capacità imprenditoriali, della volontà di andare avanti, di uscire dal tunnel di una stasi troppo lunga.

La piccola impresa sta affrontando sacrifici, lavorando sodo ed esplorando percorsi innovativi, per cui merita non soltanto apprezzamento, ma soprattutto un concreto aiuto dalle Istituzioni. La mancanza di provvedimenti positivi nei suoi confronti equivarrebbe a disconoscere l’importante ruolo che svolge nel quadro dell’economia nazionale.

NELLA FOTO MARIO BAFFETTI PRESIDENTE DELLA CONFARTIGIANATO DI OSIMO E VALDIMIRO BELVEDERESI PRESIDENTE DELLA CONFARTIGIANATO PROVINCIALE DI ANCONA





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 19 novembre 2007 - 1468 letture

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