Nuovo Palas: ''Peccato non sia trasportabile''

3' di lettura 30/11/-0001 -
Riceviamo e pubblichiamo: un diverso punto di vista sulla nuova struttura, il PalaBaldinelli, recentemente inaugurata. In particolar modo si evidenzia la discutibilità della sua collocazione.

da Vincenzo Polacco - L’Unione per Osimo


" Dopo quasi due anni di lavori, giovedì è stato inaugurato il nuovo palazzetto dello sport a Villa San Paterniano.

Evitando di parlare delle possibili ripercussioni che gli ingenti costi dell’opera potranno comportare sul futuro delle finanze comunali e senza entrare nel merito delle soluzioni progettuali adottate che a prima vista possono senz’altro essere condivise, vorrei soffermarmi invece sulla scelta del luogo dove è stato deciso di far sorgere questa importante struttura pubblica.

La valle del Musone rappresenta per il territorio osimano una delle aree a maggiore valenza ambientale, ancora ben conservata dal punto di vista naturalistic: mantiene molte di quelle caratteristiche di ruralità, ormai assai rare, che fanno parte della nostra cultura e che rappresentano e debbono essere considerate un vero patrimonio per la comunità.

Eppure, anche questa valle ha visto continue erosioni agli spazi naturali da parte della incipiente cementificazione, specie ad opera dei capannoni industriali. Per la sua tutela dovrebbe essere messa in atto una decisa azione di difesa di quel poco di naturale che è rimasto impedendo il proliferare qua e là dei capannoni, favorendo l’aggregazione degli insediamenti produttivi in zone ben definite e già ampiamente antropizzate.

Costruire quindi il nuovo palazzetto dello sport, con il suo freddo acciaio, nel bel mezzo della verde Val Musone era proprio ciò che non si doveva fare. Un ulteriore elemento di disturbo in un angolo di natura.

Purtroppo, a sfavore della scelta del luogo vi sono anche ragioni pratiche e logistiche. Appare evidente l'eccessiva decentralizzazione dell’impianto, palesemente fuori baricentro rispetto ai potenziali bacini di utenza: lontano da Osimo, dalla parte opposta di Ancona e dei centri più popolosi, scomodo da raggiungere dalla stazione ferroviaria e dai caselli autostradali.

Un impianto del genere, come hanno giustamente dichiarato gli stessi amministratori, non serve solo per la cittadinanza locale, ma anche per un più vasto pubblico che vi potrebbe confluire per grandi eventi sportivi e di spettacolo. Ed ecco che una posizione strategica diventa elemento essenziale.

Posizione strategica che poteva essere rappresentata dalla zona della Vescovara, già destinata ad area sportiva, vicino alla costruenda strada di bordo, oppure le zone destinate all’espansione verso Osimo Stazione o l’Aspio dove la vicinanza della ferrovia e del casello autostradale avrebbe reso il palazzetto dello sport di Osimo comodamente raggiungibile da tutta Italia.

Le mie perplessità sulla dislocazione del Palazzetto hanno trovato quanto mai conferma proprio la sera della inaugurazione, quando tutto il sistema viario è andato in tilt, inadeguato a sostenere un flusso intenso di traffico.

Insomma, ovunque, ma non certamente lì. Ed è la stessa Amministrazione Comunale, inconsciamente, ad avvalorare la mia tesi, quando sulla copertina del proprio periodico “5 Torri”, utilizzando un fotomontaggio, colloca il PalaBaldinelli proprio vicino la città, in un luogo diverso da quello che è nella realtà. Peccato che non sia trasportabile. "





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 22 aprile 2006 - 905 letture

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