La questione Ikea: posizione dell'Amministrazione Comunale di Osimo

2' di lettura 30/11/-0001 -
Riceviamo e pubblichiamo: l'Amministrazione Comunale di Osimo espone la sua posizione nei confronti del caso Ikea.

da Comune di Osimo


Il ricorso al Tar della Santa Casa di Loreto contro l’insediamento dell’Ikea – al di là del risultato che riuscirà a sortire - segnala sotto tutti i profili gli errori dell’impostazione politico-amministrativa data alla vicenda da parte di tutti gli Enti Locali promotori.

Infatti, appare indubbio il fatto che senza la preventiva valutazione dell’impatto ambientale e senza uno studio approfondito sulle dinamiche di carattere economico che saranno innescate nella comunità interessata dalla nascita dell’Ikea, procedere alla realizzazione del progetto significa creare un vero mostro ecologico tra il mare e i monti della provincia di Ancona.

E’ dunque certo che dal punto di vista infrastrutturale e soprattutto socio-economico, assisteremo alla scomparsa della comunità di Osimo Stazione, alla cancellazione di molte aziende della zona e dei comuni limitrofi e a un enorme congestionamento del traffico veicolare.

Per avere uno specchio del nostro futuro, basta rifarsi a quello che sta succedendo a Padova di questi tempi, dopo l’apertura di un centro simile: enormi difficoltà di traffico (con l’Amministrazione Comunale costretta a interdire il traffico nei giorni festivi) e rilevante danno economico alle aziende locali.

Stupisce che su una battaglia del genere, intesa a difendere gli interessi della popolazione e la sua qualità di vita, le forze politiche regionali di minoranza non abbiano preso posizione. Infatti, solo un totale silenzio accompagna le voci isolate dei Comuni di Osimo e di Sirolo, cui ora si è aggiunta quella della Santa Casa di Loreto.

Ciò segnala che, da parte di tali forze, non esiste un programma alternativo in grado di raccogliere le istanze che salgono dal basso, ma segnala anche la tattica di coloro che in prossimità della scadenza, si accingono a lasciare una grave eredità non solo alla futura classe politica, ma anche all’intera collettività.





Questo è un articolo pubblicato il 30-11--0001 alle 00:00 sul giornale del 14 gennaio 2006 - 1081 letture

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